Meditazione Ajapa Japa: Cos’è e come si pratica

Ajapa Japa è una tecnica di meditazione antichissima, che fa parte anche dello yoga Satyananda.

Tradizionalmente si basa sulla ripetizione e sulla profonda comprensione di un mantra.

Nella versione di Swami Satyananda il mantra è combinato con il pranayama e con la consapevolezza dei canali pranici e dei chakra.

L’Ajapa Japa si presenta in diverse forme ed esistono sia versioni adatte ai principianti che pratiche più avanzate.

In questo articolo scopriremo in cosa consiste questa tecnica, da dove viene, quali sono i suoi benefici ed infine come possiamo “adattarla” alle nostre necessità.

Ajapa Japa: Cos’è?

meditazione ajapa japa

La meditazione Ajapa Japa, che risale alle antiche Upanishad, si distingue dalle altre pratiche yogiche per la sua combinazione unica di meditazione, canto dei mantra e pranayama.

Ajapa Japa è il concetto indù della consapevolezza cosciente di un mantra, o l’esperienza che lo yogi vive nel realizzare pienamente il significato del mantra.

Japa è una parola sanscrita, che significa “ripetere” o “ricordare” (quasi sempre riferita alla ripetizione di un mantra) e la lettera “A” davanti alla parola japa significa “senza”.

Quindi Ajapa Japa si traduce letteralmente come “ripetizione del mantra non ripetuta”. Il termine indica una ripetizione senza sforzo e spontanea, che semplicemente avviene. Una traduzione più fedele potrebbe essere “realizzazione ed esperienza di un mantra”.

Si contrappone così alla meditazione Japa, ovvero la pratica di recitare un mantra ripetutamente – con lo sforzo cosciente di pronunciare accuratamente ogni sillaba.

Quando viene raggiunto Ajapa Japa, uno yogi comprende e realizza il significato più profondo del mantra: a quel punto le parole non sono più semplicemente pronunciate, ma profondamente realizzate, poiché il significato del mantra è sperimentato nella coscienza.

Il mantra è ancora cantato, ma la coscienza del praticante rimane distaccata dalla pratica. Egli diventa così un testimone esterno, un osservatore.

L’Ajapa Japa di Satyananda

Swami Satyananda
Swami Satyananda

Swami Satyananda è stato un maestro di yoga del XX secolo a cui si deve il merito di aver recuperato e diffuso una serie di antiche pratiche yogiche cadute in disuso.

Nel corso della sua vita ha creato un sistema completo di tecniche che oggi prende il nome di Satyananda Yoga. Uno dei metodi più prominenti del suo approccio è proprio la meditazione Ajapa Japa.

Anche se quello dell’Ajapa Japa è un concetto antico, il modo in cui Satyananda combina il suo Ajapa Japa con l’ujjayi pranayama (di cui parleremo nei prossimi paragrafi) e i flussi pranici è unico nel suo genere.

L’Ajapa Japa classico è influenzato dall’Hatha Yoga e mostra anche sorprendenti somiglianze con il primo kriya nel sistema del Kriya Yoga di Lahiri Mahasayan. Anche nel metodo di yoga Satyananda esiste una sovrapposizione tra Ajapa Japa e Kriya Yoga.

I Mantra di Ajapa Japa

mantra meditazione

L’Ajapa Japa non limita la pratica ad un particolare mantra. Si può scegliere qualsiasi mantra che consenta di cantare con consapevolezza costante.

Sebbene la scelta del mantra svolga un ruolo minore in Ajapa Japa, ci sono alcuni mantra che sono più popolari di altri. I mantra più usati in Ajapa Japa sono:

  • Soham – che si traduce con “Io sono quello”.
  • Aum – Il mantra Pranava; il suono da cui provengono tutti i suoni.
  • Gayatri Mantra – Il mantra della dea Gayatri, la fonte della creazione.
  • Maranatha – Un Mantra Cristiano, che significa “Il Signore è venuto”.
  • Mahamrityunjaya Mantra – Il mantra della guarigione divina e della rimozione della paura della morte.

Il Mantra Soham

Nel Satyananda Yoga, il mantra Soham è considerato il mantra del respiro. Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, Soham in sanscrito significa letteralmente “Io sono quello”. Ripetere questo mantra implica l’intento di identificarsi con la coscienza universale.

Soham è il mantra che Swami Satyananda raccomanda per la meditazione Ajapa Japa. Proseguendo con la pratica il mantra si inverte e diventa Hamso, che significa “Quello io sono”.

Il Pranayama

donna pratica pranayama su una spiaggia

Il pranayama, ovvero la pratica di controllare il proprio respiro, nella meditazione Ajapa Japa comporta rilassamento, respirazione profonda e completa consapevolezza.

Va notato che c’è un’enorme differenza tra la respirazione automatica e la respirazione cosciente (o consapevole). Respiriamo per tutta la vita, ma raramente prestiamo attenzione al processo.

Per padroneggiare la respirazione cosciente, uno degli elementi vitali dell’Ajapa Japa, è necessario praticare una respirazione profonda e senza sforzo al fine di rilassarci totalmente, mantenendo una piena consapevolezza del respiro che entra ed esce dai nostri polmoni.

La respirazione consapevole

Per cominciare a praticare la respirazione consapevole, il primo passo è adottare una postura comoda e rilassata, preferibilmente un’asana di meditazione come padmasana, sukhasana o vajrasana.

Successivamente, concentrati sul respiro e passa gradualmente alla respirazione profonda. La respirazione profonda non è un processo spontaneo per la maggior parte delle persone, potrebbe essere necessario qualche tentativo prima di riuscire a raggiungerla.

Non forzare il respiro e presta la tua completa attenzione all’inspirazione e all’espirazione. Con l’aumentare della concentrazione, il respiro dovrebbe spontaneamente farsi più lento, più profondo e più lungo. Il processo di respirazione diventa così totalmente rilassato, ritmico ed equilibrato.

Ujjayi pranayama

Ujjayi pranayama

L’Ajapa Japa di Satyananda incorpora il respiro ujjayi. Questa tecnica di pranayama può avere molti nomi: gli yogi la chiamano respiro psichico, respiro oceanico o kundalini pranayama.

Ecco i passaggi da seguire:

  1. Assicurati che la colonna vertebrale, la testa e il collo siano eretti.
  2. Porta in leggera tensione la gola (più nello specifico la glottide — una parte della laringe).
  3. Fai una breve espirazione e poi inizia ad inspirare, lentamente e ritmicamente in una lunga e ininterrotta inspirazione.
  4. Consenti all’aria di passare attraverso la gola ristretta, creando una sorta di “suono di attrito”, che dovrebbe somigliare a una vibrazione gutturale.
  5. Continua ad inspirare finché non senti un senso di pienezza nel petto.
  6. Trattieni l’aria per 6 secondi (preferibilmente il doppio del periodo di inspirazione).
  7. I muscoli facciali sono rilassati e le narici sono aperte. L’inspirazione è lenta e ritmica – lunga, ininterrotta e senza scatti.
  8. Ora espira il più naturalmente possibile, gradualmente, evitando movimenti a scatti o frettolosi.
  9. Fai alcuni respiri normali e rilassati.

Questa tecnica permette di rallentare il respiro e renderlo più profondo, regolare e tranquillo.

Il ritmo ideale per l’Ajapa Japa è di 90 respiri all’ora. Ujjayi ha un impatto immediato sul sistema nervoso, sul nostro stato mentale e sulla nostra energia. Questo respiro può portarci rapidamente in uno stato meditativo.

Il respiro psichico induce una profonda guarigione interiore e rilascia le tensioni energetiche. Ecco perché questo pranayama ha un effetto energizzante e potenziante.

Quando esegui ujjayi pranayama, tieni la lingua nel khecari mudra. Swami Satyananda raccomanda quella che ha chiamato la versione Raja Yoga di khecari. Consiste nel piegare la lingua all’indietro e posizionare la punta sulla parte morbida del palato.

Canali energetici

nadi e chakra nel corpo umano

Nel Satyananda yoga, il mantra e il pranayama si combinano con la consapevolezza dei nostri canali energetici (o nadi).

In particolare, sono due le nadi coinvolte nel Satyananda Ajapa Japa: il canale principale della parte anteriore del corpo (che passa attraverso i chakra kshetram) e il canale centrale Sushumna.

I chakra kshetram sono i punti energetici nella parte frontale del busto che risuonano con i chakra nella colonna vertebrale. Molte persone trovano più facile sentire le vibrazioni energetiche in questi punti piuttosto che nei chakra stessi.

chakra kshetram
I chakra kshetram

Sushumna, invece, è un canale al centro del corpo che attraversa i chakra tra Muladhara (sopra il perineo) e Ajna (al centro della fronte). È il passaggio energetico più cruciale nello yoga.

Puoi combinare questi due passaggi per formare un vero e proprio circuito energetico, concentrando la tua attenzione su entrambi i canali. Questo è il caso del Satyananda Kriya Yoga.

Come si pratica Ajapa Japa

Dopo aver approfondito i singoli passaggi, vediamo ora come avviene una pratica completa di Ajapa Japa:

  1. Siediti in una posizione confortevole a tua scelta e rilassa completamente il tuo corpo. Pratica kaya shairyam, ovvero la completa immobilità del corpo.
  2. Stabilisci te stesso come un osservatore, una consapevolezza vivente che sta assistendo all’esperienza.
  3. Diventa consapevole del processo di respirazione. Osserva ogni respiro che entra ed esce dal tuo corpo mentre mentre il ritmo della tua espirazione diventa sempre più lento e ritmico. Esegui sia l’inspirazione che l’espirazione dalle narici.
  4. Lascia ora la consapevolezza del respiro attraverso le narici e visualizza un canale trasparente che attraversa il corpo tra l’ombelico e la gola. Prova a immaginarlo.
  5. Porta la consapevolezza al tuo ombelico e inizia a praticare la respirazione ujjayi.
  6. Inizia a muovere la tua consapevolezza molto lentamente su e giù all’interno del canale che stai visualizzando.
  7. Ora aggiungi di nuovo la consapevolezza del respiro. Lascia che la consapevolezza e il respiro salgano e scendano all’interno del passaggio (o tubo) psichico.
  8. Mentre inspiri, la tua consapevolezza fluisce lentamente e uniformemente dall’ombelico alla gola. Mentre espiri, la consapevolezza scorre dolcemente e uniformemente dalla gola all’ombelico.
  9. Ora visualizza la tua energia vitale, il tuo prana, sotto forma di liquido dorato. Visualizzalo che scorre su e giù insieme al respiro e alla consapevolezza.
  10. Osserva questo fiume di liquido dorato che scorre con il respiro e la coscienza all’interno del passaggio energetico.
  11. Ora inizia a ripetere il mantra, ad esempio Soham. Mentre inspiri SO e mentre espiri HAM. Ora hai il respiro, la consapevolezza, l’energia pranica e il mantra SOHAM che sale e scende all’interno del passaggio frontale.
  12. Quando sei pronto a terminare la pratica, abbandona la consapevolezza del passaggio psichico, del prana e del respiro.
  13. Diventa consapevole del tuo corpo fisico, della tua postura meditativa e dell’ambiente esterno.
  14. Quando la tua coscienza è completamente esternata, apri lentamente gli occhi.

La sequenza di Ajapa Japa di cui sopra può essere eseguita in 30 minuti, un’ora o anche due ore.

Durante la pratica, puoi usare un mala per tenere traccia di quando passare da una pratica all’altra. Una mala è un rosario di meditazione con 108 grani.

Come usare il mala durante la pratica

usare un mala

Tieni il mala tra le dita durante la meditazione e, dopo ogni respiro, muovi un grano in avanti. Puoi legare dei fili di stoffa al tuo mala per dividerlo in sezioni che rappresentano ciascuna una pratica diversa (respirazione consapevole, ujjayi, canali energetici, mantra). Quando arrivi a un filo, sai che è tempo di passare al metodo successivo.

Per la pratica quotidiana, potresti scoprire che il mala completo (108 grani) richiede troppo tempo. Quindi, se lo desideri, puoi accorciare il tuo mala. Tieni solo a mente che un mala più breve significa che non andrai in profondità con la tua pratica come invece faresti con il mala completo.

Configurazioni del Mala

11 + 33 + 32 + 32 Lunghezza intera
13 + 46 + 49 + 49 Esteso
11 + 22 + 22 + 22 Corto
11 + 11 + 11 + 11 Molto corto

Ognuna delle quattro sezioni rappresenta ovviamente le quattro pratiche: respirazione consapevole, ujjayi, canali energetici, mantra. Quando arrivi alla fine del mala, la meditazione è terminata.

Benefici della meditazione Ajapa Japa

meditazione sotto una cascata

La meditazione Ajapa Japa aumenta la tua resistenza mentale e resilienza.

Inoltre, costruisce un forte campo energetico. Ciò significa che non sarai facilmente influenzato dagli stati emotivi di altre persone. Potrai stare a contatto con persone tristi o depresse senza assorbire le loro vibrazioni.

Un altro vantaggio di questa meditazione è che porta ricordi repressi e pensieri inconsci nelle aree consce della tua mente. Il riposo profondo che si ottiene durante la pratica migliora i naturali processi di guarigione del corpo.

Come ottenere buoni risultati ed evitare effetti collaterali

Ci sono tre requisiti per ottenere buoni risultati.

Il primo requisito è combinare l’Ajapa Japa con altre tecniche, come le asana (posizioni yoga), la meditazione basata sulla consapevolezza (come antar mouna), il pranayama (esercizi di respirazione) e lo yoga nidra.

Il secondo requisito è la costanza. Più lunghe sono le sessioni di pratica, più cruciale diventa la regolarità. Praticare ogni giorno è l’ideale.

Il terzo requisito è bilanciare questa meditazione con una vita attiva.

Varianti

Come abbiamo accennato, esistono moltissime varianti di questa tecnica, alcune più adatte ai principianti ed altre più indicate per praticanti avanzati.

Si può scegliere di non ripetere il mantra, focalizzarsi sulla colonna vertebrale oppure usare altre tecniche di pranayama. Ajapa Japa è una meditazione molto versatile che può essere praticata a qualsiasi livello di esperienza.

Conclusione

La meditazione Ajapa Japa è una pratica cruciale per lo yoga di Swami Satyananda.
Per apprezzarla appieno, è consigliabile combinarla con altre tecniche di yoga e praticarla con costanza.

Se desideri esplorare una versione semplificata e più accessibile di questa tecnica di meditazione, puoi dare un’occhiata al nostro corso online intermedio di meditazione (dove, tra le altre tecniche, viene insegnato anche l’Ajapa Japa).

Letture consigliate

Kundalini tantra
  • Saraswati Satyananda, Swami (Autore)

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