Meditare è essenziale, ma non sempre è sufficiente 4.83/5 (12)

crescita personale

Negli ultimi tempi la meditazione sta letteralmente spopolando: di recente ho notato un crescente interesse verso questa pratica in persone di tutte le età, alimentato anche e soprattutto dai mass media, i quali non fanno altro che ripetere quanto meditare giovi a spirito e corpo.

I più di 70 benefici dimostrati scientificamente possono dare l’impressione che la meditazione sia una panacea per tutti i mali che ci affliggono e che possa quasi istantaneamente farci sentire meglio sotto ogni aspetto.
In un certo senso questo interesse a macchia d’olio è positivo, perché significa che sempre più persone sono motivate a praticarla, ma è importante innanzitutto capire quali sono i limiti della meditazione. Praticandola da trent’anni e avendola integrata nelle mie giornate frenetiche, posso dire con certezza che la meditazione è essenziale, ma quasi sempre non è abbastanza.

Mi spiego meglio: la meditazione ci invita a rivolgere uno sguardo profondo dentro noi stessi e a liberarci dai nostri limiti mentali ed emozionali. Ma se trascorri 20 minuti al giorno meditando, e le restanti ore della giornata ignorando completamente le lezioni e le abilità sviluppate attraverso la meditazione, allora la tua pratica sarà sempre incompleta. Non lo senti dire spesso, e so che questo non è un consiglio popolare, ma è la verità.

La meditazione è solo una delle tante pratiche di crescita personale e spirituale a nostra disposizione. Può portare meravigliosi cambiamenti nella tua vita, ma da sola non è sufficiente per una realizzazione completa – al contrario, riesce ad esprimere il suo massimo potenziale se utilizzata in connessione con altre pratiche e approcci.
Non si tratta di una nuova scoperta e non è neppure farina del mio sacco: nelle sue radici tradizionali, la meditazione non è concepita come attività isolata. Nel Buddismo, per esempio, è uno dei tre pilastri della pratica spirituale (insieme a Moralità e Saggezza). Nelle tradizioni di Yoga, la meditazione è considerata una pratica avanzata, che richiede la dovuta preparazione fatta di lavoro corporeo (asana), respiro (pranayama) e alcuni cambiamenti nello stile di vita (yama, niyama).

Non integrandola con altre attività volte alla crescita personale, la meditazione può finire per essere una semplice sollecitazione, o potenzialmente (nel peggiore dei casi) può diventare un mezzo di fuga dalla realtà.
Di seguito ho raccolto alcune pratiche che completano molto bene la meditazione e che possono aiutarti nel tuo percorso. Non hai bisogno di integrarle tutte quante nelle tue giornate (il tempo e gli impegni raramente lo permettono), perciò scopri quale tra queste rispecchia al meglio la tua personalità e le tue esigenze.

Quattro percorsi di crescita personale da integrare con la meditazione

1) Introspezione e autocoscienza

introspezioneLa capacità di essere introspettivi, ovvero di guardare con discernimento al nostro comportamento, ai pensieri, ai modelli emotivi e alle nostre azioni, è tanto rara quanto preziosa. Non significa criticare o sgridare noi stessi, ma riflettere intelligentemente su ciò che funziona e ciò che invece va cambiato nel modo in cui ci comportiamo o reagiamo a determinati stimoli.

Ecco alcune domande potenti che possono guidare la tua riflessione. Supponiamo di esaminare una particolare sensazione o un tuo parere molto forte su un argomento che ti sta a cuore. Ti puoi chiedere:

Perché mi sento così? Perché ho quest’opinione? Che cosa c’è veramente dietro?
Sto basando le mie idee su dei fatti o su delle supposizioni?
Quest’idea può contribuire ai miei obiettivi? Se sì, come?

Le domande possono assumere molte forme. L’essenza, però, è vedere chiaramente cosa sta succedendo dentro di te e mettere in discussione le tue opinioni ed ipotesi.

L’onestà verso noi stessi ha un valore inestimabile: anche se stai sabotando la tua vita, facendo sciocchezze e prendendo decisioni sbagliate, puoi sempre scegliere di continuare a farlo, ma riconoscendo chiaramente che questo è ciò che sta succedendo. Senza mentire a te stesso.

Senza la riflessione, la crescita personale e spirituale è gravemente limitata.

2) Studio

leggere un libroLo studio, a livello spirituale, può assumere diverse forme: leggere i testi della tradizione contemplativa che più ti interessa, frequentare gruppi di studio, laboratori, corsi online, o avere un insegnante che ti segua sono tutte ottime opzioni. Studiare può anche significare interessarti di psicologia o altre aree legate alla meditazione. L’obiettivo è quello di esporti ad altre prospettive, di imparare dallo studio e dalle lezioni di vita di altre persone, in modo da evitare i problemi e le trappole più comuni.

Nel mio percorso, studiare libri spirituali mi ha aiutato moltissimo. Mi ha permesso di riformare i miei punti di vista da persona ignara di molte cose, confrontandoli con più punti di vista più “illuminati”. Un buon libro ti insegnerà, ti motiverà a praticare e farti sentire come se fossi in presenza di un vero maestro.

3) Attività fisica e respiro

yoga respiroCorpo, mente e respiro sono intimamente connessi. Le limitazioni nella nostra mente, l’ignoranza e le emozioni negative hanno tutte un’espressione corrispondente nei nostri corpi e nel nostro respiro. Spesso lavorare a livello fisico e dedicarsi a esercizi di respirazione è molto più semplice che meditare, perché sono attività il cui risultato è tangibile e quasi immediato. Anche lo yoga è un toccasana per il corpo e la respirazione – meditazione e yoga sono a tutti gli effetti due facce della stessa medaglia e si completano a vicenda.

4) Interazione umana

tenersi per manoL’interazione umana a livelli profondi è un vero e proprio laboratorio per la crescita personale. La divido sempre in tre categorie: terapia, interazioni sociali e relazioni intime.

La terapia, la consulenza e il coaching, in molte delle loro modalità, possono essere utili per liberarti dalle catene mentali che limitano il tuo potenziale. Questo ti permette di portare alla luce le tue debolezze e di liberare certe energie emozionali che ti tengono prigioniero.

L’interazione sociale è sempre un ottimo esercizio: molte volte scopriamo delle parti di noi che spesso rimangono latenti fino a quando non interagiamo con altre persone. La presenza dell’altro è uno strumento per sfidarci e riflettere sul nostro modo di approcciarci con il mondo.

Infine, le relazioni intime offrono una preziosa opportunità per la conoscenza e la trasformazione di sé. Il nostro partner (oppure un amico stretto o un famigliare) è in grado di identificare facilmente tutti i nostri difetti, i comportamenti pericolosi, le nostre dipendenze ed i pregiudizi più di chiunque altro. Puoi chiedergli di farteli presenti con molta sincerità, di modo da avere un quadro completo della tua personalità e identificare le aree di miglioramento. Ecco perché incontrare le sfide di una relazione intima, riuscendo ad aprire il cuore e la mente a un’altra persona, è già di per sé un grande passo per la nostra crescita.

Un approccio più olistico alla meditazione

Non c’è dubbio che la meditazione, anche da sola, possa portare enormi vantaggi e trasformazioni nella tua vita. Tuttavia è solo accogliendo un vero percorso di crescita, completo e continuo, che potrai ottenere dei cambiamenti profondi.
La chiave è l’integrazione mente-corpo-cuore nella vita quotidiana, per portare con noi i benefici della meditazione anche quando non la stiamo praticando. Pertanto, se stai cercando di crescere come persona o di ottenere una liberazione spirituale, non guardare alla meditazione come tuo unico strumento. Adesso sta a te: quale abitudine vuoi iniziare ad accostare alla meditazione?

Lettura consigliata

Crescita Personale: Tra Desiderio E Accettazione, Come Godersi Il Percorso
  • Elvino Miali
  • Editore: Createspace Independent Pub
  • Edizione n. 1 (12/01/2014)
  • Copertina flessibile: 172 pagine

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