Go Mindful, ovvero la necessità di ritrovare l’empatia nell’era digitale 5/5 (14)

empatia era digitale

Le nostre abitudini digitali stanno cambiando il nostro cervello: da esseri umani predisposti all’empatia, all’amore, alla crescita collettiva, ci stiamo disconnettendo. Questo è il racconto di come mi sono riconnessa.

Il costo di una cattiva abitudine

Fino a qualche anno fa, quando lavoravo come giornalista, come prima cosa la mattina, controllavo il cellulare. Era normale. O meglio: un’abitudine. Ero ancora a letto, la giornata non era nemmeno iniziata, eppure mi sentivo già in ansia, stressata. E non mi chiedevo nemmeno, se ci fosse un’alternativa migliore.

Poi, durante il mio corso di formazione di coaching a Berlino, ho imparato che l’esposizione passiva alle cattive notizie, alle urgenze del lavoro, alle richieste esterne, in un momento così prezioso della giornata, in cui stiamo transitando dal sonno alla veglia, ci porta in uno stato di re-attività. Quindi, per tutto il resto della giornata, reagiremo “da vittime” agli stimoli esterni, invece di decidere consapevolmente, quale reazione vogliamo avere. L’abitudine, o meglio dipendenza digitale, ci catapulta in uno stato di stress, aggressione, insoddisfazione, frustrazione, ansia e angoscia. Emozioni che ci portiamo dietro tutto il giorno con il partner, le colleghe, gli sconosciuti, con noi stessi. E che influenza anche lo stato emotivo degli altri.

Essendo emozioni dolorose, che vogliamo evitare, ci disconnettiamo. Così facendo, e passando dalle 2 alle 6 ore al giorno davanti allo smartphone, stiamo perdendo empatia.

Gli effetti delle dipendenze digitali sulla nostra vita

In che modo? Pensiamo agli effetti che le nostre dipendenze digitali stanno avendo sulla nostra salute: dormiamo male, la nostra concentrazione è passata negli ultimi decenni da 12 a 8 secondi (meno dei nove secondi di un pesce rosso, secondo uno studio della Microsoft), siamo irascibili, perdiamo la pazienza, abbiamo difficoltà a gestire emozioni forti, le nostre conversazioni a tavola sono distratte da suonerie e ricerche in internet, controlliamo mediamente il display del nostro telefono ogni 6,5 minuti per 150 volte al giorno, siamo fisicamente in una stanza, ma la nostra mente è insieme al telefono, in un’altra.

Quando gli stimoli esterni arrivano, una chiamata, una richiesta, una parola o un gesto, reagiamo come fossero minacce. Diventano fonti di stress, da cui difenderci. Siamo veloci nel dare agli altri la colpa di “farci arrabbiare”, la responsabilità di una situazione, di non avere abbastanza, addirittura di toglierci dei privilegi.

Rieducare, e cambiare il nostro cervello

La buona notizia è che noi tutti, esseri umani, possiamo scegliere. In ogni momento della nostra vita, possiamo scegliere come reagire agli stimoli esterni, se con rabbia, frustrazione, oppure accettazione e resilienza. E possiamo decidere di cambiare le nostre abitudini, sovrascriverle con altre, migliori, perché non sono altro che percorsi neuronali nel nostro cervello, che possiamo “riprogrammare”. Questa capacità straordinaria, che è nelle nostre mani, è resa possibile dalla neuro-plasticità. Significa che il nostro cervello è una sorta di muscolo, e come tale può essere allenato. Allenato a guardare il cellulare come prima cosa, a letto la mattina. Oppure allenato ad essere presente, consapevole, benevolente.

empatia

Questo è quello che ho scelto io. Ho sostituito la mia abitudine a guardare il cellulare come prima cosa la mattina, con una meditazione mindful a letto, anche solo di 10 minuti, ogni giorno. Facendo così mi alzo con una mente calma, piena di energia, pronta ad affrontare una giornata di impegni.

Tramite la mindfulness, ho imparato ad accorgermi di quando la mia mente comincia a vagare per i fatti suoi, e a riportarla gentilmente al qui ed ora. Ho imparato ad osservare le mie emozioni, nel momento in cui montano, come la rabbia, la frustrazione, e a fare 3 respiri profondi, prima di reagire. Ho imparato a lasciare che i miei pensieri, le mie emozioni passino, come nuvole nel cielo, senza seguirli, senza aggrapparmici. Di solito un’emozione, per forte che sia, è una reazione chimica nel nostro corpo che perdura una ventina di minuti, a meno che non la tratteniamo. Possiamo provare paura, rabbia, tristezza per 20 minuti, oppure per ore, mesi o addirittura anni, se continuiamo a riviverla nella nostra mente.

Una scelta, non un destino

Studi scientifici hanno dimostrato che la mindfulness ha effetti sul nostro corpo e la mente: dormiamo meglio, può abbassare il livello del cortisolo, quindi dell’ormone dello stress, portando ad un abbassamento della pressione, alla riduzione di attacchi cardiaci, del diabete, dell’obesità. Può influenzare positivamente la nausea, l’asma, le malattie della pelle, le ulcere, la tosse, le vertigini, l’ansia. Percepiamo meno solitudine, può diminuire il rischio di depressione, della durata del raffreddore, dell’intensità del dolore. Migliora il sistema immunitario, riduce le infiammazioni.

Prenderci un attimo per calmare la nostra mente, ricaricare le batterie, staccare la spina, ci aiuta ad entrare in contatto con noi stessi, con le emozioni ed i bisogni. Meditare è una pratica solitaria, ma ci connette maggiormente con gli altri. In un’atmosfera di rispetto e benevolenza. Ci fa sentire empatia, ci fa sentire più felici.

Alcuni studi dimostrano che durante il 47 percento della giornata, la nostra mente vaga. E che la nostra sensazione di felicità invece è direttamente proporzionale ai momenti in cui ci sentiamo presenti, consapevoli. Possiamo sentire gioia solo se prestiamo attenzione, e per prestare attenzione, dobbiamo fermarci.

Per cui ora vi chiedo di fare 3 respiri profondi, e prendervi un attimo per essere presenti, nel qui ed ora. Può essere così semplice, la mindfulness nel quotidiano.

Bentornati!

giusi valentini

Giusi Valentini è approdata alla mindfulness, dopo una carriera da giornalista e conduttrice radiofonica in Germania. Le difficoltà, i conflitti, le sfide di cui parla, li ha vissuti in prima persona, sempre alla ricerca di nuovi spunti e soluzioni. Oggi è Life, Career & Mindfulness Coach e la sua visione è incoraggiare tutte le donne a seguire la propria strada, a chiedere di più, a coltivare la propria felicità, ogni giorno.

Potete seguire le attività di Giusi sul suo sito web www.giusivalentini.com 

Link a Happy Daily, il podcast di Giusi:

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