Karma: Cos’è e Come Funziona la Legge Karmica

karma

Il Karma, anche conosciuto come la legge di causa-effetto, è un concetto fondamentale in molte religioni orientali, tra cui l’induismo e il buddismo. In questo articolo scopriamo nei dettagli qual è il suo significato più profondo, le sue origini, le sue leggi e come il Karma agisce sulle nostre vite.

Cos’è il Karma

Il termine “Karma” al giorno d’oggi è spesso usato con leggerezza e scarsa comprensione della sua profondità. Molte persone affermano “è il mio karma”, riferendosi ad eventi fortunati o sfortunati nelle loro vite. Tuttavia quest’accezione non potrebbe essere più lontana dalla realtà: l’uso della frase “è il mio karma” suggerisce vittimismo e passività, mentre il Karma è esattamente l’opposto.

Le buone azioni sono ciò che la società moderna ci insegna a fare, di tanto in tanto o periodicamente, quando vogliamo sentirci in pace col mondo o con il prossimo. A Natale si fa volontariato, si dona ciò che non si usa più, si lascia qualche spicciolo ad un senzatetto incrociato per strada, si danno indicazioni ad uno straniero anche se si fa fatica a comunicare. Tutti questi gesti, grandi e piccoli, sono ciò che viene comunemente definito una “buona azione”. 

Ma una buona azione è davvero il semplice gesto di aiutare chi ne ha bisogno in quel momento e poi andarsene a casa? 

In India la maggior parte delle religioni e delle filosofie danno a questo concetto della “buona azione” il nome di Karma. Il termine è un’occidentalizzazione della parola sanscrita “Karman” ( कर्मन् ) , che si può tradurre approssimativamente in “azione”.

Quello che per noi rappresenta un semplice gesto (positivo o negativo che sia), per i seguaci di queste filosofie o religioni è un concetto molto più profondo: il Karma è il principio di azione e reazione, di giusta legge universale, poiché ogni nostra azione coinvolge altri esseri viventi e questo porta a delle conseguenze che, presto o tardi, si ripercuoteranno su di noi.

Per questo motivo buddisti e induisti cercano sempre di agire secondo questa legge, poiché non solo influenza la loro vita attuale, ma ha ripercussioni anche nel ciclo della reincarnazione in cui credono fermamente e che è inscindibile dal Karma stesso, in quanto è la legge universale che lo regola.

Davanti a queste credenze il nostro concetto di “buona azione” perde il suo potere di appagamento momentaneo in favore di una filosofia di vita molto più spirituale. Ma dove nasce esattamente il concetto di Karma? 

La storia del Karma

Il termine Karma e la sua concezione risalgono a circa l’ottavo secolo a.C. e sono menzionati nelle Upaniṣad, un insieme di testi e riflessioni religiose e filosofiche indiane trasmesse solo per via orale. Oggi è un concetto molto centrale nel Buddhismo e nell’Induismo poiché al centro della credenza cardine di queste religioni: la reincarnazione. Il suo significato etimologico significa “fare, causare”, da qui il motivo per cui viene considerato come una legge.  

Nonostante in tutte le principali religioni orientali il Karma abbia la stessa definizione, ogni corrente ha sviluppato nel tempo un suo concetto di “Karman”. Le principali religioni e filosofie che affrontano questo tema sono tre: 

  • Le Upaniṣad vediche
  • Il Buddhismo
  • L’Induismo

Analizziamo brevemente come ogni religione affronta questo concetto.

Il Karma secondo le Upaniṣad vediche

karma secondo le unipasad vediche

Le Upaniṣad sono un insieme di riflessioni religiose e filosofiche risalenti al IX-VIII secolo a.C. Erano tramandate per via orale e comprendevano i riti e le tradizioni delle tre raccolte religiose principali dell’epoca: Veda, Brāhmaṇa e Āraṇyaka.

In questa raccolta il Karma è strettamente legato al senso di rinuncia volto a migliorare la reincarnazione: se la propria condotta sarà buona, ci si reincarnerà nel mondo terreno e si condurrà una vita agiata; se addirittura si saprà rinunciare ai desideri principali degli uomini (comodità, ricchezze e potere), si potrà ambire a reincarnarsi ad un livello più alto.

Più si approfondiscono queste riflessioni, più si arriverà al concetto maggiormente conosciuto del Karma odierno: la “buona condotta”, ovvero, tramite le buone azioni si genera del “bene” e tramite le cattive azioni si genera del “male”. E tuttavia si parla di buone azioni sempre al di fuori di tutto ciò che è mondano, poiché si aspira sempre ad un livello di vita e di spiritualità maggiore di quello attuale.

Ma solo raggiungendo il culmine di questi concetti si arriva al vero fulcro: questa raccolta di riflessioni osserva il Karma da un altro punto di vista, più centrale per l’esistenza della singola persona. Secondo le Upaniṣad il carattere e le condizioni di vita di ogni persona sono determinate dai propri desideri, che di conseguenza ci portano ad agire in un determinato modo, spingendoci verso un certo tipo di Karma. Infine, ogni azione rappresenta la parte più interna degli individui e tali azioni hanno delle conseguenze sul resto dell’universo, piccole o grandi che siano.

Il Karma secondo il Buddhismo

karma nel buddismo

Il Karma è la legge universale su cui si basa il Buddhismo: secondo tale legge, ogni azione o intenzione genera del Karma di un certo tipo.

Nel Karma buddista, anche se si parla di azione e di intenzione, è quest’ultima ad essere la più importante tra le due poiché un’azione virtuosa (quindi buona) fatta senza intenzione non produrrà Karma positivo, in quanto è stata fatta senza coscienza.
Essendo inoltre la reincarnazione strettamente legata al Buddhismo, il Karma regola questo processo: azioni brillanti condurranno verso una rinascita benedetta; azioni oscure condurranno verso una rinascita di sofferenza.

C’è inoltre un altro tipo di Karma a cui bisogna prestare attenzione: quello ereditato dalle vite precedenti. Sulle nostre spalle abbiamo il Karma ereditato dalle vite che abbiamo già vissuto, anche se non ne siamo a conoscenza.

La sostanza del Karma buddista è quella più vicina a ciò che noi occidentali abbiamo imparato: ogni azione genera bene, male o neutralità e queste energie non spariscono mai nel nulla, niente rimane impunito o immeritato (per quanto ci possa sembrare il contrario).

Il Karma secondo l’Induismo

karma nell'induismo

Questa religione largamente diffusa in quasi tutto il continente asiatico (soprattutto in India) tratta l’argomento del Karma in maniera ancora diversa e più ramificata rispetto a quanto visto finora.

Sebbene al centro del ciclo karmico ci sia sempre la reincarnazione, gli induisti hanno allargato il concetto di Karma ad un vero e proprio dovere personale e sociale, comprendendo anche le varie caste e il corretto svolgimento dei loro ruoli.

Al contrario del Buddhismo (che non crede al “destino”) gli induisti vedono il Karma umano come una minuscola frazione del Karma universale, così vasto che nemmeno gli dèi possono sfuggirgli; tuttavia, in una particolare corrente Teista dell’Induismo, Dio può influenzare il Karma, per quanto questo continuerà ad esistere e seguire il suo corso.

Secondo lo Yoga Sūtra, testo fondamentale su cui si basa lo Yoga e fortemente collegato alle pratiche induiste, esistono degli “stati dolorosi” che influenzano il Karma spingendoci verso la sofferenza. Secondo il filosofo Patañjali, colui che ha redatto lo Yoga Sūtra, il Raja Yoga è l’unica pratica che permette di sfuggire al dolore causato da questo tipo di Karma, grazie al quale si può arrivare al riposo dello spirito (anche se non si potrà mai liberarlo del tutto, poiché ogni azione lascia delle tracce che portano a turbamento e dolore).

Tale corrente è stata aggiornata dal filosofo Ādi Śaṅkara, vissuto verso la fine del I secolo d.C., secondo il quale esistono dei “residui karmici” che si differenziano in:

  • residui della vita appena conclusa
  • residui di altre vite che non si sono manifestati nella vita appena conclusa
  • residui che abbiamo generato nella vita appena conclusa

La rivoluzione di questo filosofo sta nella spiegazione sul perché non si nasca tutti uguali o (nel contesto induista) in una casta anziché in un’altra: grazie ai residui karmici, all’accumulo di karman, noi nasciamo in un determinato posto e, grazie a questa conoscenza, possiamo aspirare alla liberazione, reincarnazione dopo reincarnazione.

Le 12 leggi del Karma per una vita migliore

le leggi del karma

La parola “legge” è spesso usata per mancanza di una traduzione più appropriata. Le 12 leggi del Karma non sono leggi, bensì lezioni di vita collegate al concetto del Karma.

Le 12 leggi karmiche elencate qua sotto hanno lo scopo di educarti a fare i cambiamenti necessari dentro di te per generare Karma positivo e per liberarti da quello negativo. Se il mondo intorno a te è caos, è perché c’è caos dentro di te. Una volta in pace con te stesso, puoi essere in pace con il resto del mondo.

1. La grande legge o la legge di causa ed effetto

Quel che semini raccoglierai.
Il messaggio è simile a quello della Legge di Attrazione. In altre parole, tutto ciò che dai è anche ciò che riceverai, sia esso positivo o negativo. Quindi, se vuoi l’amore nella tua vita, sii amorevole. Se vuoi goderti l’abbondanza finanziaria, sii generoso. E se vuoi avere relazioni oneste e aperte, devi offrire autenticità e onestà anche alle persone a cui tieni.

2. La legge della creazione

Secondo la legge karmica della creazione, dobbiamo essere partecipanti attivi nella nostra vita se vogliamo ottenere ciò che desideriamo. Non possiamo semplicemente aspettare che ci succedano delle cose. Dovremmo mirare a circondarci di ciò che vogliamo nella nostra vita e cercare nei nostri ambienti indizi su ciò di cui abbiamo bisogno.

Una parte importante della comprensione della Legge della creazione è vedere che le cose al di fuori di noi ci dicono cosa sta succedendo dentro. Quindi, se non ti piace l’aspetto della tua vita in questo momento, guardati dentro e chiediti cosa deve cambiare.

3. La legge di umiltà

Delle 12 leggi del Karma, il buddismo enfatizza spesso l’importanza della legge di umiltà. Il punto cardine di questa regola karmica è che devi accettare la vera realtà di qualcosa prima che tu possa mai cambiarla.

Ad esempio, se incolpi costantemente gli altri per le cose che hai creato o vedi qualcuno che non è d’accordo con te come un nemico, non sei al passo con la realtà. Pertanto, troverai molto difficile fare i cambiamenti di cui hai bisogno. L’introspezione può aiutarti a trarre il massimo vantaggio dalla legge dell’umiltà.

4. La legge di crescita

Se hai mai sentito il famoso detto “Ovunque tu vada, eccoti qui”, hai già pensato alla legge di crescita in un certo senso.

Il messaggio è che devi lavorare a un cambiamento in te stesso prima di aspettarti che sia il mondo intorno a te a cambiare. Tutto ciò che abbiamo è il controllo su noi stessi e non sulle persone o le cose che ci circondano.

Quindi, concentrati sul tuo sviluppo prima di provare a controllare o cambiare gli altri; lascia che loro arrivino alle proprie conclusioni su ciò che deve cambiare.

5. La legge di responsabilità

Questa legge riassume il significato più comune del Karma. Tu sei la fonte di ciò che accade durante il tuo viaggio. Ciò che sta accadendo intorno a te è uno specchio di ciò che sta accadendo dentro di te; questo è il senso in cui sei responsabile di tutte le tue esperienze di vita, piacevoli o spiacevoli.

Come la legge della crescita, questa legge karmica mira a insegnarti che dovresti cercare di assumerti la responsabilità delle cose buone e cattive che crei, piuttosto che cercare costantemente al di fuori di te per trovare delle scuse.

6. La legge di connessione

Questa legge enfatizza la natura interconnessa di passato, presente e futuro e ci ricorda che il nostro controllo sul presente e sul futuro può aiutarci a cancellare la cattiva energia del passato (sia che essa provenga dalla nostra vita attuale o precedente).

Un altro punto sollevato dalla legge di connessione è che ci vuole tempo per rimediare ai torti karmici del passato. Tuttavia, ogni piccolo passaggio può avere effetti inaspettatamente potenti.

7. La legge di messa a fuoco

La tua vita sarà più soddisfacente se riuscirai a dirigere la tua attenzione su una singola attività o pensiero ad esclusione degli altri. Le nostre menti non sono attrezzate per seguire più compiti con pari competenza.

Quindi, se hai diversi obiettivi importanti, prova a seguirli in un ordine lineare e classificato anziché dare a ciascun obiettivo solo una frazione della tua energia.

Un’altra lezione vitale è che se ti concentri sui tuoi valori più alti non sarai in grado di concentrarti su emozioni o pensieri “inferiori” come quelli che provengono da risentimento, rabbia o possessività.

8. La legge di ospitalità

Questa legge insegna che se credi in una certa cosa, a un certo punto sarai naturalmente chiamato a dimostrare il tuo impegno per quella verità. L’attenzione qui è sul legame tra convinzione e pratica. Suggerisce e incoraggia l’importanza di garantire che le tue azioni riflettano le tue convinzioni più profonde.

Questa legge riguarda anche il modo in cui l’universo ti “metterà alla prova”. La vita ci offre l’opportunità di mettere in pratica le lezioni apprese e mostrarti quando devi lavorare ulteriormente su te stesso.

9. La legge del qui e ora

Come abbiamo visto, nel buddismo il Karma è collegato alle idee sull’accettazione della verità della tua realtà. Allo stesso modo, i buddisti in genere collegano il Karma al tema di vivere veramente nel momento presente. Se ti aggrappi troppo ai sentimenti, alle esperienze e alle credenze del passato, avrai sempre un piede nel passato. Allo stesso modo, se ti concentri sull’ansia o sull’avidità, avrai sempre un piede nel futuro.

Seguire la legge del qui e ora significa ricordare a te stesso che il presente è tutto ciò che hai veramente e che è lì per essere pienamente sfruttato.

10. La legge del cambiamento

La legge del cambiamento veicola il messaggio che l’universo ci dà ciò di cui abbiamo bisogno. Quindi, scoprirai che la storia si ripete continuamente fino a quando non dimostri di aver imparato quello che devi fare per creare un futuro diverso.

Se noti che sembri bloccato in un ciclo, questo è perché c’è qualcosa di fondamentale che non è stato ancora affrontato.

Al contrario, se le cose intorno a te iniziano a cambiare in modo improvviso e drammatico, prendi questo come un segno che hai recentemente fatto passi significativi nella tua crescita.

11. La legge di pazienza e ricompensa

La legge di pazienza e ricompensa afferma che tutti i tuoi più grandi successi richiedono un duro lavoro costante. Ciò significa che devi essere paziente, indipendentemente dai tuoi obiettivi nella vita.

Se ti aspetti risultati immediati, alla fine rimarrai deluso; i tuoi successi saranno minori rispetto a ciò che sei in grado di raggiungere.

Invece, cerca di capire il tuo vero scopo. Agisci in accordo con quello scopo e goditi la ricompensa di sapere che stai facendo ciò che dovresti fare con la tua vita attuale. Nel tempo seguiranno i successi associati (emotivi e materiali).

12. La legge di significato e ispirazione

Ultima ma non meno importante, la legge di significato e ispirazione è una buona legge su cui riflettere quando hai bisogno di una spinta motivazionale.

Questo particolare aspetto del Karma sottolinea che ogni tuo contributo influenzerà il Tutto, per quanto piccolo o grande possa essere quel contributo. Ogni volta che dai contributi creativi e amorevoli al mondo che ti circonda, il tuo atto ispira comportamenti altrettanto positivi dagli altri e attira più positività nella tua vita.

Potresti non sentirti sempre significativo, ma lo sei. Senza la tua presenza, l’energia dell’universo sarebbe sostanzialmente alterata.

Conclusioni

Abbiamo visto come il concetto di Karma sia ben più ampio di quello che si può comunemente intendere da noi e di come sia diverso nel suo bacino di origine nonostante derivi tutto dalle stesse credenze. Ma proprio perché queste credenze sono solo tali, siamo liberi di esercitarle o meno in base alle nostre esperienze personali. Alla fine il concetto rimane sempre lo stesso: accumulare Karma positivo per vivere bene in questa vita e nella prossima.

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