Mana, l’Energia Vitale: Tutto il potere viene da dentro

mana energia vitale

Ci avviciniamo a grandi passi verso la conclusione di questa carrellata sulla filosofia Huna.

Alcune cose le abbiamo già sottolineate, ma molte altre restano da dire perché l’Huna conserva, dietro un’apparente semplicità, segrete prospettive e sollecitazioni sorprendenti.

Dunque dedichiamo ora qualche istante al settimo pilastro, Mana.

Questa è l’energia vitale che tutto pervade, l’antesignano della “forza” della saga di Guerre Stellari ma ancor prima il corrispettivo del Ki giapponese, del Qi cinese, del Prana indiano, di Alef cabalistico o del soffio vitale cristiano.

Con il Mana si possono realizzare grandi cose, ma per ora è bene concentrare la nostra attenzione su cosa sia quest’energia, su come si manifesti e su cosa significhi il principio in questione.

Mana, come si manifesta

donna tiene tra le mani un reticolo di lucine

I Kahuna prestano attenzione a due manifestazioni principali di energia. La prima, AKA, è una sorta di campo radiante superficiale, che avvolge ogni corpo, vivente e inanimato. Immaginiamo una specie di aura i cui filamenti possono distendersi fino a collegare ciascuno di noi a qualunque persona, luogo, animale o oggetto.

Aggiungiamo che esistono legami volontari, cioè espressione della nostra capacità di entrare in relazione energetica con il destinatario, ma anche legami involontari, perché indipendenti dalla nostra volontà. Questi ultimi possono essere, ad esempio, un rapporto parentale o prodotti di cause esterne di cui non siamo nemmeno consapevoli, come le attenzioni che altri ci riservano a nostra insaputa.

È facile comprendere come i filamenti in questione – che ci legano a persone, luoghi, animali e cose inanimate – sono davvero innumerevoli, e come i collegamenti possano essere infinitamente intricati, in quanto ognuno di questi elementi possiede la propria rete energetica.

Questa visione ci catapulta in un mondo fatto di un’intricatissima rete di collegamenti tra noi stessi e buona parte del resto. Una rete di cui siamo del tutto inconsapevoli, a differenza dei Kahuna.

Infatti, la capacità di visione di questi collegamenti consente agli sciamani hawaiiani letteralmente di osservare e comprenderne lo scambio energetico tra un oggetto e ciò che lo circonda.

Questa è una capacità essenziale per capire eventuali criticità e, soprattutto, per aiutare l’assistito a sciogliere eventuali connessioni “limitanti”. Già, perché il flusso energetico esistente tra più oggetti può essere tanto equilibrato, ovvero in una condizione di scambio pressoché pari, quanto squilibrato, cioè allorquando si assiste ad una direzione eccessivamente prevalente.

Le implicazioni di Aka

donna di spalle osserva un tramonto estivo

Vi è mai capitato di conoscere una persona che vi lascia “senza energie”, anche se non ha fatto proprio nulla di male? O siete mai arrivati in un luogo per sentire a pelle che quello non era il vostro posto?

Ecco, queste per i Kahuna sono manifestazioni di Aka in cui si è perduto il bilanciamento energetico. Bilanciamento che, peraltro, è assai difficile da conseguire e conservare, in quanto il Mana, lo abbiamo già visto con i precedenti excursus, non risente dei limiti né di tempo né di spazio!

Per questo motivo, una Aka risalente a una cosiddetta relazione tossica anche molto lontana nel tempo può continuare a produrre i propri effetti nocivi se non viene effettivamente interrotto il collegamento energetico. Ma su questo torneremo…

La stessa forma di energia che crea i legami, Aka, è anche responsabile della nostra resilienza esterna, cioè costituisce una vera armatura energetica che ci protegge da influssi negativi di ogni genere.

Se l’immagine mentale di una rete di connessioni energetiche così fitta vi sembrasse un po’ estrema o difficilmente realizzabile, date un’occhiata a una delle tante immagini con cui gli astrofisici hanno cercato di “fotografare” la cosiddetta “materia oscura”. Non sembra essere, a tutti gli effetti, un reticolo infinitamente vasto e complesso?

C’è chi, circa due anni prima che quelle immagini fossero state realizzate, aveva immaginato che il Mana fosse proprio così.

Le frequenze di Mana

pace interiore

L’altro tipo fondamentale di energia è appunto il MANA in senso stretto. Questa è la forza vitale universale che pervade e alimenta ogni cosa (anche la nostra aka). È diffusa naturalmente in ogni cosa dalla fonte divina (quindi infusa) e si presenta come una sorta di energia elettromagnetica.

Agisce su più frequenze denominate generalmente:

  • Mana: energia a basso voltaggio, tipica del nostro sé subconscio, Ku. Proprio per la sua bassa frequenza i Kupua ritengono che il mana possa mettere in contatto direttamente più essere senzienti allo stesso livello, senza ricorrere ad altri intermediari. Un esempio viene dalla diffusione improvvisa (e incontrollabile) di violente emozioni tra la gente. Euforia, gioia ma anche paura e disperazione sembrano poter contagiare chi ci sta accanto (metaforicamente parlando) senza altri vettori…
  • Mana-Mana: energia propria del nostro sé cosciente, potenzialmente asservita al controllo della nostra volontà consapevole, ma anche del nostro lato emotivo se non controllato. È grazie al Mana-Mana che è possibile armonizzare le nostre menti interiori e, ad esempio, impiegare l’energia vitale per ogni manifestazione fisica immaginabile.
  • Mana-Loa: l’energia dalle più alte frequenze, quella direttamente interconnessa con l’energia universale, una sorta di alta tensione interiore. È attraverso il Mana-Loa che la materia può essere manipolata nel mondo immanente.

Il potere viene da dentro

donna a braccia aperte di spalle guarda il tramonto

Ora che sappiamo qualcosa in più su cosa sia il Mana, veniamo al significato del principio “tutto il potere viene da dentro”. Il potere di cui parliamo, è chiaro ormai, è il Mana, l’energia vitale dell’universo in tutte le sue varie declinazioni. Cosa intendono però i Kupua sostenendo che il potere “viene da dentro”?

In genere, quando si attribuisce a un essere umano (sciamano, uomo medicina o altro) un qualche tipo di potere superiore, si immagina che questa facoltà gli sia rimesso da Dio o da qualche entità superiore.

In altre parole, lo sciamano intercede presso la divinità a favore di qualcuno o per far accadere (o non accadere) qualcosa. È, a conti fatti, un “vettore”, un medium che, grazie a capacità particolari innate o acquisite, si trova nelle condizioni di potere e di sapere impiegare un’energia “superiore”.

Per l’Huna – come anche per altre rare visioni spirituali – le cose stanno un po’ diversamente. Per i Kupua, infatti, tutti noi siamo dotati delle medesime possibilità di accedere ad una identica forza universale (Mana). Ciò che ci differenzia è, a parte l’attitudine innata, la capacità di restare in contatto con essa senza farci travolgere dalle memorie limitanti.

L’energia come potere personale

principi dell'huna

I Kupua possono assolvere ai propri compiti proprio perché riuniscono entrambe queste doti. Ma i nostri sciamani hawaiiani sono consapevoli che l’energia impiegata è liberamente diffusa e a disposizione di tutti.

E noi stessi siamo in grado di aumentare e regolare la nostra energia per indirizzarla consapevolmente. Il potere (mana) è già dentro di noi; se non è sufficiente possiamo aumentarlo, da soli o grazie all’aiuto di uno sciamano, ma non ne invochiamo l’utilizzo.

Non ci sono preghiere Huna, o invocazioni alla divinità con cui chiediamo di fare qualcosa al nostro posto. Siamo noi gli unici a poter intervenire sulla nostra realtà immanente, tanto nel bene quanto nel male. Questo implica la completa responsabilità della propria felicità.

Il mana universale ci collega, su piani energetici prima che fisici, ma l’arbitro di ciascuna realtà (ike) siamo sempre e solo noi. Non ci sono divinità malevole cui addossare la colpa. C’è solo la nostra responsabilità nei confronti della propria e altrui felicità (aloha).

Conclusione

In questo mondo super-correlato non siamo soli, possiamo chiedere e ottenere tutto l’aiuto e l’energia di cui abbiamo bisogno, ma sta solo a noi compiere le scelte giuste; siamo abilissimi acrobati volteggianti su ragnatele energetiche, ma privi di una rete di sicurezza.

Tanto ci sarebbe ancora di dire a proposito dell’energia, in particolare su come si può acquisire e, soprattutto, come si possa utilizzare. Ma di questo parleremo nell’articolo relativo all’ultimo dei sette pilastri, Pono.

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3 Commenti

  1. says: Pamela

    Argomento appassionante..rendiamoci conto che abbiamo mille risorse dalla nostra parte…Smettiamo di pensare a noi come piccole pecorelle impaurite…Se solo avessimo il coraggio di scoprire la nostra vera identità vedremmo apparire allo specchio un leone!! Siamo fatti per vincere.
    Energetica giornata a tutti,
    Grazie Michele

  2. says: lidia

    Grazie Michele, è bellissimo ma non sembra facile da realizzare! Come/dove posso imparare a impiegare in questo modo la mia energia?

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