Ora che il mondo intero si è fermato…

ora che il mondo si è fermato

Ieri sera ho deciso di alzare gli occhi dal mio tablet colmo di notizie, commenti, aggiornamenti, bollettini e consigli per lo smartworking, e di guardare altrove per cinque minuti. Non perché lo volessi, ma perché non potevo più evitarlo. Il mio cuore e la mia testa erano saturi, avevano immagazzinato fin troppa realtà.

In questo periodo viviamo tutti con un perenne nodo alla gola e sentiamo il peso del dolore che l’intera umanità sta attraversando. Mai come in questo caso “tutto è uno”. E ci sentiamo incredibilmente piccoli e impotenti.

Ho deciso di alzare gli occhi e guardare verso l’oceano (ho l’enorme fortuna di vivere nei pressi di un porto, a ridosso di una piccola spiaggia) e, ammirando la sconvolgente semplicità con la quale il sole continuava a sorgere e tramontare incurante delle nostre pene, mi sono chiesta come verrebbe raccontata questa storia se non fosse scritta da noi, ma dalla natura.

Probabilmente lei ci racconterebbe di un miracolo improvviso, una boccata d’aria fresca che le ha permesso di rinascere. Ci direbbe che era arrivata al limite delle sue risorse e stava per soccombere, quando di punto in bianco qualcosa è cambiato. Niente più barche, aerei, automobili o smog. Niente più rumore.

Come la più indomita delle eroine, la natura si è salvata da sola. Ed è rinata in tutto il suo splendore, riprendendosi in poco tempo lo spazio che troppo a lungo le avevamo sottratto.

Non ho potuto fare a meno di sorridere davanti all’ironia dell’universo.

Ci siamo fermati. E ora?

Durante questo periodo di forte incertezza che sta influenzando ognuno di noi in un modo o nell’altro, ci è stato imposto di rallentare la nostra vita e di isolarci, mettendo tutto (o quasi) in pausa.

Le piccole cose che davamo per scontate, come il prendere il caffè al bar, fare una passeggiata, una gita fuori porta o incontrare un amico, non sono più possibili – almeno fino a quando non avremo di nuovo il via libera per tornare alla “normalità”.

In un contesto ordinario, la maggior parte di noi si lamenta in continuazione della mancanza di tempo da dedicare a noi stessi, alle nostre passioni e ai nostri progetti. Quando parlo alle persone della meditazione e dei suoi benefici su corpo e mente, la risposta più comune che ricevo è “non ho tempo” o “sono troppo impegnato”.

Eppure, ora che abbiamo tutto il tempo che ci serve non sappiamo cosa farcene.

“Attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo”: anche se può sembrare un controsenso, è una delle tante contraddizioni dell’essere umano. Nonostante fosse uno dei nostri desideri, ora ci siamo resi conto che rallentare non è così semplice, soprattutto in questa situazione.

Siamo abituati a correre qua e là, avere mille pensieri, programmare le nostre giornate in ogni minimo dettaglio, e alcuni di noi usano le attività fuori casa (palestra, corsi, uscite) come strategie di coping, ovvero meccanismi psicologici che ci permettono di fronteggiare meglio i problemi emotivi ed interpersonali.

Per questo motivo la grande maggioranza delle persone sta cercando principalmente di occupare il tempo, anziché impiegarlo per dare vita a cambiamenti a lungo termine. C’è chi si è ritrovato a casa da solo, chi con la propria famiglia, il proprio partner, dei coinquilini, c’è chi vive una situazione agiata e chi è in difficoltà economiche o in situazioni emotivamente difficili.

Ma a prescindere dalle circostanze, rimanere soli con noi stessi ci fa paura.

In questa mia riflessione non voglio suggerire attività, passatempi o strategie per passare il tempo (Valentina ha già fatto un ottimo lavoro nel suo articolo sulle 20 sane abitudini da adottare), né tantomeno soluzioni o formule magiche per uscire indenni da questa emergenza (perché purtroppo ci saranno conseguenze per tutti). Semplicemente, voglio invitare a guardare le cose da un altro punto di vista.

Esercitiamo la gratitudine

gratitudine

Per quanto sembri assurdo parlare di gratitudine in questo periodo, sentirci profondamente grati per quello che abbiamo è una prerogativa per intraprendere la strada verso la serenità.

Non focalizziamoci solo sulla crisi che il mondo sta attraversando, sulla paura e sulle nostre perdite: guardiamoci intorno e ringraziamo invece per ciò che abbiamo, per le persone che ci sono accanto (vicine o lontane), per la possibilità di avere del cibo in tavola o l’opportunità di poter spendere il tempo come desideriamo. Per la libertà. Abbiamo sempre qualcosa per cui essere grati, ma non alleniamo mai il nostro muscolo della gratitudine.

Essere grati non significa accontentarsi, ma semplicemente rendersi conto di quel che si ha e non darlo mai per scontato. Facciamo in modo che questo periodo sia un catalizzatore per risvegliare la nostra capacità di ringraziare.

La gratitudine è anche il fondamento della legge di attrazione ed è un esercizio incredibilmente efficace per praticare la mindfulness.

Consideriamoci una parte dell’universo

umanità

Come umanità, stiamo vivendo una delle più grandi crisi della storia contemporanea. E ne soffriamo, anche se non tutti ne siamo toccati in prima persona.

Molti di noi stanno sperimentando per la prima volta la sensazione di essere parte di qualcosa di più grande, uscendo dagli schemi individualisti a cui siamo sempre stati abituati. Questa sensazione è in realtà una benedizione: pensare a noi stessi come parte del tutto, e non come singoli uomini, è la chiave per cambiare il mondo.

Ricordiamoci sempre che quello che stiamo compiendo è uno sforzo collettivo per proteggere la parte più debole della nostra società. Continuiamo a ricordarlo quando tutto questo finirà, continuiamo a ricordarci di chi è meno fortunato, chi non è in salute, chi non ha una casa, le energie o il tempo e le opportunità che abbiamo noi. E facciamo qualcosa, nel nostro piccolo, per fare più spesso dei regali al mondo e non solo a noi stessi.

Ricordiamoci alla natura. All’inizio di questo articolo ti parlavo del suo punto di vista e del fatto che per lei tutto ciò è una benedizione: prova a pensare a quanto questa situazione, paradossalmente, sia una medicina per il nostro pianeta.

Goditi l’aria fresca e pulita di questi giorni, ammira gli animali che si riprendono i loro spazi e le piante che finalmente riescono a respirare. E pensa a quanto sarebbe bello se l’uomo e la natura riuscissero a trovare un compromesso, vivere in armonia, lasciandosi spazio a vicenda e rispettandosi l’un l’altro. Questo è solo un piccolo assaggio di ciò che accadrebbe.

Alla luce di questa consapevolezza, prova a ripensare alle tue scelte di vita. Io stessa ho riflettuto molto su come integrare abitudini più ambientaliste nelle mie giornate.

Non lasciarti trasportare dalla trappola del “da solo non posso cambiare nulla”.

Ognuno di noi è un piccolo granello di sabbia nell’universo, che però può fare la differenza. Siamo unici e fondamentali e abbiamo il potere di trasformare una piccola scelta in una scintilla che dà vita rapidamente al fuoco del cambiamento. Ma non ci riusciremmo mai se continuassimo a sentirci impotenti, insignificanti o troppo assorbiti da problemi mondani che hanno solo risultati a breve termine.

Ragionando tutti insieme come specie, come ecosistema, come parte del tutto, diamo vita a rivoluzioni che non potremmo neppure immaginare se ci limitassimo ad un pensiero egocentrico. La meditazione collettiva ne è un esempio straordinario.

Impariamo a conoscerci

energia vitale

Una delle ragioni per cui proviamo ansia, noia e sentiamo il bisogno di riempire queste giornate è la nostra mancanza di introspezione.

Essere introspettivi significa conoscersi a fondo, esplorare la nostra coscienza, analizzarci e migliorarci in continuazione. È un vero e proprio viaggio dentro noi stessi in cui non esiste una destinazione, perché la bellezza sta proprio nel percorso.

E sono proprio queste le basi della meditazione. Meditare non è sinonimo di sedersi e respirare intensamente, o di chiudersi in una stanza con della musica rilassante. Quelli che ho citato sono mezzi, ma il fine è proprio quello di intraprendere questo meraviglioso viaggio e riappropriarci del qui e ora.

Raramente abbiamo il tempo e lo spazio per farlo, intorpiditi da una vita frenetica che non ci lascia il tempo di fermarci e riflettere. L’opportunità che abbiamo ora, in questo senso, è straordinaria e difficilmente capiterà di nuovo nelle nostre vite.

Questo fermare tutto consente alla nostra anima di respirare, proprio come ha fatto la natura. Le stiamo dando l’occasione di uscire dal suo sonno e ritrovarsi, per piantare il seme di un cambiamento meraviglioso. Ma non potrà farlo se getteremo al vento quest’opportunità e continueremo a rimpiangere il passato e preoccuparci per il futuro.

Torniamo all’attimo presente. Torniamo a noi stessi. Torniamo a casa.

Impariamo a perdonare

dharma personale

Tutto questo finirà, non durerà per sempre. Ritorneremo ad incontrare le persone che amiamo, e anche quelle che non ci vanno a genio. Molti di noi dimenticheranno le lezioni apprese durante questo periodo e torneranno a detestare il proprio vicino di casa che tiene il volume della musica troppo alto, o un amico che è cambiato, o ancora un parente che non si è comportato come ci aspettavamo.

Immaginate di scalare una montagna, che metaforicamente rappresenta le nostre vite. Se ci riempiamo lo zaino di piccoli massi, che rappresentano i rancori, i rimorsi, l’odio e i risentimenti, tutto ciò che otteniamo è fare del male a noi stessi. Ci stiamo rallentando e appesantendo, aggrappandoci a delle zavorre che rallentano il nostro cammino. Portare rancore è deleterio innanzitutto per noi stessi.

Approfittiamo di questo periodo per imparare a perdonare e a lasciare andare. Non mi riferisco solo ad altre persone: dobbiamo innanzitutto perdonare noi stessi e comprendere che il fallimento è una parte integrante del nostro percorso. Se invece abbiamo sensi di colpa verso qualcun’altro, alziamo il telefono e diciamoglielo. Se l’altra persona non ha intenzione di ascoltarci, ripetiamoci il mantra “ho fatto tutto il possibile” e lasciamo andare. Una volta che possiamo dire a noi stessi di aver fatto del nostro meglio per migliorare una situazione, non abbiamo più motivo di aggrapparci a rimorsi e rimpianti.

E infine, perdoniamo gli altri per ciò che ci hanno fatto. Perdonare non significa mancare di orgoglio o essere deboli, al contrario è un segno di grande forza interiore e maturità.

Ti invito a esplorare la meditazione metta e l’ho’oponopono per approfondire l’argomento del perdono.

Non abbiamo paura di avere paura

avere paura

Sto ricevendo decine di email e articoli che spiegano come essere produttivi anche in isolamento.

Benché sia importante sfruttare questo periodo per creare e restare attivi, non dobbiamo avere paura di fermarci. Restare fermi è legittimo. Non avere voglia di fare nulla è comprensibile. E soprattutto, avere paura è assolutamente normale.

La paura ci serve per sopravvivere. Non sentiamoci “diversi” o “sbagliati” se per una sera non abbiamo voglia di cantare dal balcone o videochiamare gli amici, e sentiamo invece il bisogno di chiuderci in camera e piangere per le vite che l’umanità sta perdendo. Anche questo è parte del cambiamento, della crescita personale, dell’introspezione e della coscienza collettiva.

La gratitudine e la paura possono convivere. In molti casi, una nutre l’altra: se abbiamo paura di perdere qualcosa, possiamo essere ancora più grati di averlo nelle nostre vite.

Io sto scrivendo delle lettere (a mano, come si faceva una volta) indirizzate a me stessa e alla persone a cui voglio bene, per ricordarmi di questo periodo e di come mi sto sentendo ogni giorno. Sono certa che le rileggerò spesso nei prossimi anni, soprattutto quando la “normalità” mi farà dimenticare questi giorni difficili.

Cerchiamo di ricordarli come il tempo in cui abbiamo imparato a non dare nulla per scontato e ad apprezzare tutto ciò che ci circonda, anziché il tempo che abbiamo sprecato preoccupandoci solo di cose superflue e temporanee.

Con la speranza che tutto questo passi presto, e che riesca a guarirci in ogni senso, vi auguro un buon viaggio dentro voi stessi.
Kira

Un essere umano è parte di un tutto che chiamiamo “universo”, una parte limitata nel tempo e nello spazio.
Sperimenta sé stesso, i pensieri e le sensazioni come qualcosa di separato dal resto, in quella che è una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una sorte di prigione che ci limita ai nostri desideri personali e all’affetto per le poche persone che ci sono più vicine.
Il nostro compito è quello di liberarci da questa prigione, allargando in centri concentrici la nostra compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza.

– Albert Einstein

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3 commenti

  • La legge di attrazione mi ha portato qua in questo blog e ne sono infinitamente grata.. grazie per queste parole incoraggianti ❤️ Sto iniziando questo percoso di introspezione e ne sono felice

  • Grazie Kira per il bellissimo e profondo articolo !
    Che meraviglia queste parole che fanno riflettere e che, se vorremo e terremo nel cuore, ci porteranno ad essere delle persone migliori.
    Buoni giorni di riconciliazione con se stessi.
    Un abbraccio.

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