Qi Gong: Pratica, Benefici ed Esercizi

Qi gong

Il Qi Gong (pronunciato “cikung”) è una pratica cinese millenaria per il benessere fisico e mentale. Il suo nome è la traslitterazione dei termini Qi 氣 e Gong 功. In questa guida scopriremo nei dettagli in cosa consiste, quali sono le sue origini, i suoi benefici e alcuni esercizi utili per iniziare.

Cosa significa Qi Gong

Il Qi ha un significato molto importante nella cultura cinese: è il soffio vitale, l’energia che permea e muove l’universo ed è paragonabile al prāṇa della tradizione yogica indiana (प्राण) ed al pnèuma (πνεῦμα) dell’antica filosofia greca.

Questa sua importanza nella cultura cinese si rispecchia anche nel linguaggio, dove il termine qi viene utilizzato per definire differenti aspetti della persona e della realtà.
Ad esempio: tiānqì (天氣) è il meteo, gǔ qì (骨气) è l’integrità morale e xié qì (邪气) è la malattia.
Il termine Gong, invece, indica il lavoro meritevole fatto con impegno e perseveranza.

Il tutto riconduce a ciò che il Qi Gong esprime: lavoro con l’energia vitale.

medicina cinese

Le origini del Qi Gong

Il Qi Gong ha origini antichissime, che risalgono a due millenni prima della nascita di Cristo.
Le sue radici affondano nelle danze tribali sciamaniche che imitavano i movimenti degli animali (ad esempio la gru, l’orso, il dragone, la tigre ed il cavallo), di cui si hanno le prime trascrizioni durante la dinastia Zhou (1028-221 A.C.).

Molte di queste posture animali sono state ritrovate in rappresentazioni rupestri insieme ad immagini di esercitazioni militari, segno della sua profonda ed ancestrale correlazione con le arti marziali cinesi.

Le più antiche forme di Qi Gong (168 A.C.) sono chiamate Daoyin, che significa letteralmente “controllare e guidare il Qi”, e vengono descritte come cura per diverse problematiche: dai reumatismi, ai disturbi intestinali e persino come cura per l’ansia ed il sistema nervoso.

Anche nella “bibbia” della Medicina Tradizionale Cinese, lo Huángdì Nèijīng Suwen (黄帝内经素問- Il libro interiore dell’Imperatore Giallo – 200 A.C.), scritto come dialogo fra l’imperatore ed il medico di corte, il medico raccomanda il Daoyin come metodo per curare i raffreddamenti e mantenere attiva la forza vitale.

È da queste forti radici intrinseche nella danza tribale, le arti marziali e la Medicina Tradizionale Cinese che il Qi Gong ha preso vita.
Successivamente il Qi gong è cresciuto, tramandato di maestro in allievo in tutta la Cina, ed è stato praticato con accezioni differenti: dall’applicazione medica, alla pratica religiosa (taoista, buddhista, confuciana) sino ad arrivare alla pratica marziale.

Questo fu un periodo fiorente e di crescita per il Qi Gong, sino a che, con la rivolta dei Boxer (1898-1900 D.C.), molti praticanti vennero a mancare e cominciò un periodo di oscurantismo.
Il Qi Gong venne totalmente bandito.

Ma i cinesi sono un popolo forte e fecero sì che la sua trasmissione continuasse di padre in figlio e di maestro in allievo, il tutto nell’ombra più totale.

Finalmente nel 1955 lo Stato scelse di aprire un ospedale dedicato al Qi Gong a Tangshan, nella provincia di Hebei, e da lì nacque il filone del Qi Gong moderno praticato oggi.

Purtroppo un ulteriore periodo di oscurantismo si venne a formare nel 1966 con la Rivoluzione Culturale e solo nel 1985 con il dott. Qian Xuesen – il “padre della tecnologia spaziale cinese” – il governo approvò ed abbracciò totalmente il Qi Gong come mezzo efficace nella cura delle malattie e nella coltivazione della mente.

Nel 1973, inoltre, avvenne una scoperta fondamentale per lo studio del Qi Gong: nel villaggio di Mawangdui, vicino a Changsha (capitale della provincia dell’Hunan), venne portata alla luce la tomba del re Ma (168 A.C). In una delle bare, fu ritrovato un pezzo di seta raffigurante 44 figure intente ad eseguire movimenti ginnici e le relative didascalie con la descrizione del movimento, il suo nome e a quali disturbi fisici applicare una data forma.

Molte figure del Qi Gong rappresentano infatti movimenti di animali eseguiti da uomini e donne sia giovani che anziani ed appartenenti a differenti ceti sociali, indice che le sue radici affondano in una grande pratica comune a tutto il popolo.

esercizi qigong

Gli stili

Il Qi Gong si divide, per semplicità, in due filoni fondamentali: statico e dinamico.

Lo stile statico si focalizza maggiormente sul controllo del qi tramite il respiro, la visualizzazione e la concentrazione.

Il dinamico include movimenti fluidi e ben misurati, utili a mettere in moto il qi nel modo più benefico possibile (il Taiji Quan ne è una derivazione).

Oltre agli stili, il Qi Gong si distingue anche in diverse correnti, in base all’intenzione che si vuole dare alla pratica:

  • Qi Gong Medico – comprende tecniche terapeutiche indirizzate a particolari patologie;
  • Qi Gong Marziale – rafforza il fisico e dirige volontariamente il qi verso il nemico per danneggiarlo;
  • Qi Gong Buddhista – utile per portare la persona ad un’elevazione spirituale, quindi sino all’illuminazione;
  • Qi Gong Confuciano – adatto a far crescere moralmente l’individuo;
  • Qi Gong Taoista – derivato dalle tecniche di lunga vita, ascetismo e movimenti animali e suddiviso in quattro step:
  • Zhu Ji – rilassamento fisico e mentale;
  • Ning Jing Lian Qi – inizio della concentrazione sui tre Dantian (campi energetici);
  • Lian Qi Hua Shen – capacità di trovare l’armonia fra lo Shen (spirito) e lo Yi(intenzione);
  • Lian Shen Huan Xu – raggiungimento dell’illuminazione interna ed integrazione tra l’Io ed il mondo circostante.

stili qi gong

Esercizi e posture base

Il Qi Gong, ad esclusione del filone marziale praticato in Cina e spesso utilizzato come base per lo studio del Kung Fu, è un’arte coltivabile da tutti gli individui in qualsiasi età e stato di salute.
È una disciplina utile a riattivare un flusso costante dell’energia nel corpo ed è ottima per mantenere in buono stato il movimento articolare.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese le articolazioni sono delle porte energetiche dalle quali passano tutti i nostri meridiani ed è fondamentale mantenerle libere da blocchi.

Un ottimo modo per sentire la presenza di questa energia che fluisce nei nostri meridiani è praticare una postura base e statica chiamata Wuji, detta anche Zhan Zhuang.

Ecco come eseguirla:

  • Ci posizioniamo in postura eretta;
  • portiamo i piedi alla distanza delle anche;
  • le dita dei piedi sono ben aperte, guardano di fronte a noi ed i piedi sono paralleli (le punte non guardano né verso l’esterno, né verso l’interno);
  • affondiamo tutta la pianta del piede a terra e sentiamo l’appoggio ben saldo, come se avessimo delle radici che ci tengono ancorati al terreno;
  • lasciamo che le ginocchia seguano la linea del piede e che rimangano leggermente flesse;
  • rilassiamo le braccia lungo i fianchi, lasciando un piccolo spazio fra di esse ed i lati del nostro corpo;
  • lasciamo cadere il coccige verso la terra e facciamo risalire la corona della testa sentendo la colonna che si allunga e le vertebre che hanno più spazio fra l’una e l’altra;
  • portiamo la lingua leggermente poggiata sul palato molle e rilassiamo le arcate dentali, lasciando un piccolo spazio fra di esse;
  • rilassiamo tutta la muscolatura che non ci serve per mantenere la postura eretta;
  • portiamo un sorriso interiore nella pratica;
  • manteniamo Wuji per 3 minuti;
  • rilassiamo la postura e sentiamo la differenza rispetto all’inizio della pratica.
Meditazione in piedi
Fonte

Questo semplice esercizio, se eseguito nel modo corretto, porta ad un riscaldamento delle mani e successivamente di tutto il corpo, attivando la respirazione cellulare profonda.

Altri esempi di posture base sono:

  • Ding Bu Dao Jian Gong – la palla rotante,  un esercizio dinamico di visualizzazione di un globo di energia fra le mani.
  • Chen Bao Zhuang – abbracciare l’albero, esercizio statico in cui le mani sono all’altezza dei pettorali, con i palmi rivolti verso l’interno, come se stessimo abbracciando un albero.

La sequenza dinamica più famosa è quella dei Ba Dua Jin, detta anche Otto Pezzi di Broccato, che è paragonabile al Saluto Al Sole yogico sia per la sua completezza di esercizio fisico, che per la sua azione ottimale se praticata nelle prime ore del mattino.

Benefici

Dopo una pratica di Qi Gong possiamo riscontrare numerosi benefici fisici e mentali, tra i quali:

  • Rilascio delle tensioni muscolari;
  • rilascio delle tensioni emotive;
  • maggiore mobilità articolare;
  • miglioramento dell’attività cardiocircolatoria;
  • miglioramento delle capacità propriocettive.

tradizione cinese

Unire la pratica Yoga con i miei studi marziali, lo Shatsu ed il Qi Gong è diventata la mia ricerca.
Voi cosa ne pensate?
Non trovate che siamo un fantastico microcosmo nel macrocosmo?

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