Raja Yoga, lo yoga originario: Cos’è, pratica e benefici

raja yoga

Il Raja Yoga (adattamento di Rāja Yoga), deriva dal sanscrito “ राजयोग “ che significa “Yoga Regale” ed è considerato lo yoga originale in quanto è la pratica che viene descritta nel testo dello Yoga Sūtra. In questa guida scopriamo nel dettaglio le sue origini, la sua dottrina e come si pratica.

Cos’è il Raja Yoga

yoga per la mente

Ti ho accennato al Rāja Yoga quando ti raccontavo degli “stati dolorosi” a cui alcuni tipi di karma possono condurre e di come, secondo il sacro testo dello Yoga Sūtra, ci si possa liberare di questo stato tramite questa forma di Yoga.
Lo Yoga Sūtra è stato redatto dal filosofo indiano Patañjali e viene considerato uno dei grandi pilastri della religione induista, nonché una delle basi del buddhismo.

Benché la pratica dello yoga risulti essere più antica del testo stesso, il Raja Yoga è l’unificazione di varie tecniche o scuole di pensiero che vennero raccolte e consolidate in un’unica versione, poi tramandata per via orale, oggi nota proprio come il sacro testo dello Yoga Sūtra.

Innanzitutto è bene sapere che ancora oggi in India il Raja Yoga è considerato lo yoga eccelso, il più completo (da qui il termine “Raja = Regale”) e si contrappone allo Hatha Yoga, l’altra scuola di pensiero più diffusa in India. La differenza principale tra questi due stili così antichi è basilare: lo Hatha Yoga si concentra sul corpo fisico, sulle posizioni (asana) e sulle energie fisiche ed è spesso visto come una “fase preparatoria” per arrivare al Raja Yoga che, invece, è focalizzato sulla mente, sul massimo sviluppo dell’energia mentale e della consapevolezza di noi stessi rapportati a ciò che ci circonda.

Per semplificare, potremmo definire questi due stili come uno yoga che insegna il “dinamico” e uno che insegna lo “statico”. Applicare uno dei due senza conoscere a fondo l’altro è sinonimo di incompletezza nel cammino di uno yogi.

La dottrina del Raja Yoga

praticare raja yoga

Partiamo dallo scopo della disciplina: col Raja Yoga, Patañjali mirava al raggiungimento di uno stato di beatitudine totale e assoluta, che potesse liberare dal ciclo infinito delle reincarnazioni.

Secondo l’induismo le sofferenze della vita non sono altro che il risultato dei pensieri e dei desideri generati dall’uomo stesso: il Raja Yoga serve proprio a rafforzare e disciplinare la mente e liberarsi dalle sofferenze della vita.

In poche parole, lo scopo dello Raja Yoga è l’unificazione di corpo, mente e spirito che sono, fin dall’origine, un’entità unica e indistinta. Tramite il supporto dell’una con l’altra, possono arrivare a bilanciare a vicenda gli aspetti negativi delle singole parti che ci impediscono, quando incontrollati, di arrivare alla realizzazione interiore.

Ma cosa ti vieta di raggiungere fin dall’inizio questa pace? Secondo il Raja Yoga sono i nostri stessi schemi mentali a ostacolarci: ci pongono continuamente davanti agli stessi bisogni e abitudini, che si rinnovano ad ogni tentativo di liberarsene. Tramite la tecnica degli Otto Stadi del Raja Yoga, esso ti insegna come astenerti e disciplinarti per non esserne più influenzato.

Gli Otto Stadi del Raja Yoga

Gli Otto Stadi del Raja Yoga sono il motivo per cui esso viene definito anche Aṣṭāṅga Yoga, ovvero “Yoga a Otto Lembi”.

Seguendo le regole degli Otto Stadi l’uomo impara a disciplinare la mente e ad unirla col corpo e lo spirito, con l’obiettivo di raggiungere il concetto di “unico”, inteso come “uno parte del tutto”.

Questo concetto è la rappresentazione di samādhi, uno stato che Patañjali identifica come ideale e in cui nessun desiderio o insoddisfazione o dolore può raggiungerti: arrivando a samādhi hai disciplinato te stesso e il tuo corpo tramite la tua mente e il tuo spirito.

La consapevolezza che raggiungi con la conoscenza del tuo mondo interiore ti porta a capire meglio anche il mondo esterno che ti circonda – è nel raggiungimento di questo obiettivo che si realizza lo scopo dell’induismo e dell’umanità.

Gli Otto Stadi del Raja Yoga sono:

  1. Yama
  2. Niyama
  3. Asana
  4. Pranayama
  5. Pratyahara
  6. Dharana
  7. Dhyana
  8. Samadhi

Come iniziare a praticare

consapevolezza

Lo scopo finale del Raja Yoga è il raggiungimento della realizzazione di sé stessi a seguito di un percorso che ti insegna a liberarti dei desideri quali fonte di sofferenza. Il più grande ostacolo che puoi incontrare è una mente che pensa troppo spesso ai problemi quotidiani e all’ego, quindi per iniziare devi imparare a praticare il distacco da ciò che ti ossessiona o ti preoccupa, per arrivare infine a lavorare su te stesso e sui tuoi desideri.

È essenziale comprendere come vivere essendo grato per ciò che hai anziché desiderare sempre di più e imparare a pensare a te stesso come parte del tutto. Quando capirai di essere parte di qualcosa di più grande, imparerai anche che ciò che non può scalfire il “tutto” non può scalfire nemmeno “te”.

Meditazione e consapevolezza

La meditazione è una grande alleata in questo primo passo: ti aiuta a placare i pensieri e a rilassare la mente, permettendoti di iniziare a cambiare il tuo punto di vista quando guardi alla tua vita quotidiana. Può rivelarsi più complicato per i principianti, che spesso dopo una seduta trovano difficile continuare a distaccarsi e far tacere la mente. Per questo una pratica costante di hatha yoga e di meditazione ti aiuta a mantenere lo stato di calma e di distacco dal mondo caotico che ti circonda, ogni volta un po’ più a lungo.

Un’altra cosa da tenere a mente quando pensi al Raja Yoga è che esso dà molta importanza alla consapevolezza dell’immensità del creato: quando pensi di essere sopraffatto dalla tua vita, guarda il mare o il cielo e ammirane la vastità, infine paragonala a ciò che ti affligge. La comprensione del mondo esteriore, come dicevo, è un passaggio importante per la comprensione del tuo mondo interiore e viceversa.

Conclusione

Il Raja Yoga è un viaggio nelle profondità della nostra mente, dell’anima e della nostra natura più recondita.

È anche un viaggio negli insegnamenti della filosofia induista e dello yoga poiché, tramite l’approfondimento della conoscenza, ci si avvicina sempre di più a sé stessi. Più imparerai a conoscerti e a controllarti a fondo, più sarai in grado di astenerti dai desideri e dalla sofferenza che ti impedisce di ammirare la grandezza della vita.

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