La Meditazione riduce il Crimine: L’Esperimento di Washington D.C.

Scopriamo come la meditazione trascendentale è stata in grado di ridurre i crimini violenti a Washington D.C. nel 1993, ispirando nuovi approcci alla non violenza.
partecipanti di una meditazione di gruppo

L’abbraccio silenzioso della meditazione nasconde una forza che è in grado non solo di trasformarci come individui, ma anche di irradiare pace nell’intero tessuto sociale.

A chi non medita questa affermazione potrebbe sembrare assurda. Siamo abituati a vedere la meditazione come una pratica solitaria, i cui benefici sono esclusivamente ristretti al campo del benessere individuale.

Com’è possibile allora che meditare possa addirittura influire sulle azioni di un’intera comunità?

Ho già menzionato in altri articoli l’esperimento di Washington D.C., ma oggi gli dedico uno spazio speciale affinché possiate comprendere e apprezzare pienamente la natura rivoluzionaria dei suoi risultati.

In questo articolo esaminiamo il contesto che ha portato all’esperimento, l’approccio visionario dei suoi organizzatori, i criteri scientifici e gli incredibili risultati che ha sortito, ispirando decine di iniziative simili nel mondo.

Il contesto sociale dell’esperimento

Tasso di crimini violenti a Washington D.C. nel dal 1960 al 2010.
Tasso di crimini violenti a Washington D.C. nel dal 1960 al 2010. Fonte

Nell’estate del 1993, la città di Washington D.C. negli Stati Uniti si ritrovava a gestire uno tra i più alti livelli di criminalità della sua storia, soprattutto per il tasso di crimini violenti.

La situazione era tanto preoccupante da averla portata a diventare una delle città più pericolose degli Stati Uniti, addirittura guadagnandosi il titolo di “capitale dell’omicidio”.

La popolazione del distretto, dopo aver raggiunto un picco di 802.178 abitanti nel 1950, aveva iniziato progressivamente a calare e spostarsi verso i sobborghi. Questa migrazione contribuì a creare un nuovo modello demografico, che divise i quartieri benestanti a ovest del Rock Creek Park dai quartieri meno abbienti a est.

L’epidemia nazionale di crack degli anni ’80 e ’90 esacerbò queste nuove dinamiche sociali di disparità, portando a grandi aumenti della criminalità. Il numero di omicidi a Washington raggiunse il suo picco nel 1991 con 482 casi, un tasso di 80,6 omicidi ogni 100.000 abitanti.

Fu proprio questo contesto così delicato che motivò l’organizzazione di un esperimento unico e a dir poco rivoluzionario per l’epoca: valutare l’impatto della meditazione trascendentale su scala sociale.

L’esperimento fu proposto e organizzato dalla Maharishi International University di Fairfield, Iowa, sotto la guida del direttore John Hagelin, fisico e divulgatore della meditazione trascendentale, per esplorare le potenzialità della pratica meditativa nel ridurre il crimine e migliorare la qualità della vita nella comunità.

La scelta di Washington D.C. non fu casuale, proprio perché l’esperimento mirava a dimostrare l’efficacia della meditazione in un contesto di elevata tensione sociale.

Le modalità dell’esperimento

Gruppo dei partecipanti all'esperimento
Gruppo dei partecipanti all’esperimento

L’obiettivo dall’esperimento era proprio dimostrare scientificamente l’effetto della coscienza collettiva creata dalla meditazione di gruppo sulla riduzione della criminalità e del conflitto sociale.

Vennero coinvolti circa 4.000 partecipanti reclutati dalla Maharishi University, nello specifico studenti dei corsi di meditazione trascendentale e TM-Sidhi® (un’estensione avanzata della meditazione trascendentale che mira a migliorare le capacità mentali e fisiche). Molti studenti viaggiarono e alloggiarono in città coprendo da soli le proprie spese, altri attraverso borse di studio finanziate dalla stessa università.

L’esperimento fu monitorato e analizzato da un team di ricercatori guidato da John Hagelin, basandosi sull’analisi statistica dei dati sulla criminalità forniti dal Dipartimento di Polizia di Washington D.C., considerando vari fattori esterni come le condizioni meteorologiche per assicurare l’affidabilità dei risultati. I crimini analizzati includevano omicidi, stupri, aggressioni aggravate e rapine.

Un comitato di revisione del progetto composto da 27 membri, tra cui scienziati indipendenti e cittadini di spicco, approvò il protocollo di ricerca e monitorò l’intero processo.

Perché la meditazione trascendentale?

praticanti di meditazione

Tra le numerose tecniche di meditazione esistenti venne scelta la meditazione trascendentale in quanto si tratta di una tecnica di meditazione secolare (non religiosa), semplice da apprendere e praticare, quindi più adatta ad un esperimento di gruppo su larga scala rispetto ad altre pratiche.

Il programma TM-Sidhi® è un avanzamento della meditazione trascendentale (TM) che include tecniche di meditazione specifiche concepite per accedere a stati di coscienza più profondi.

Lo scopo è sfruttare quello che viene chiamato “effetto Maharishi”, dal nome del fondatore della tecnica Maharishi Mahesh Yogi.

Questo effetto si basa sull’idea che la pace interiore porta alla pace esterna, e che un numero sufficiente di persone che praticano insieme nello stesso luogo può influenzare positivamente il benessere della comunità circostante.

Lo svolgimento

L’esperimento ebbe luogo dal 7 giugno al 30 luglio 1993.

Per un periodo di quasi due mesi, i 4.000 partecipanti si riunirono ogni giorno a meditare insieme focalizzandosi sul diffondere un’onda di pace attraverso la loro pratica collettiva.

Le meditazioni avvennero tutte nella città di Washington D.C. Inizialmente il gruppo era formato da circa 800 persone, ma il numero crebbe man mano che più persone vennero a conoscenza dell’iniziativa.

Ogni settimana il tasso di criminalità veniva attentamente monitorato dai ricercatori tenendo conto di variabili di controllo come i dati meteorologici (temperatura, precipitazioni, umidità), le ore di luce diurna, i cambiamenti nelle attività anti-crimine della polizia e della comunità, precedenti tendenze criminali nel distretto e tendenze criminali contemporanee nelle città vicine.

I risultati

Percentuale di riduzione dei crimini violenti durante e dopo l'esperimento
Percentuale di riduzione dei crimini violenti durante e dopo l’esperimento. Fonte

L’esperimento mostrò una riduzione significativa della criminalità violenta a Washington D.C. fino al 23,3% nella settimana finale.

Fu registrata una diminuzione altamente significativa di omicidi, stupri e aggressioni associata all’aumento delle dimensioni del gruppo durante il progetto.

La riduzione massima avvenne proprio quando le dimensioni del gruppo erano le più grandi durante l’ultima settimana del progetto. Le analisi aggiuntive hanno confermato che la riduzione dei crimini non poteva essere attribuita a cambiamenti nel personale di polizia e che l’effetto era rilevante rispetto al modello statistico utilizzato.

Basandosi sui risultati dello studio, è stato calcolato che l’effetto a lungo termine associato a un gruppo permanente di 4.000 partecipanti sarebbe una riduzione del 48% dei crimini nel distretto.

A cosa sono dovuti questi risultati?

gruppo di meditazione trascendentale

I risultati dell’esperimento di Washington D.C. possono essere spiegati sia da una prospettiva scientifica che da una prospettiva filosofica yogica, offrendo due diverse interpretazioni del perché l’evento abbia avuto successo nel ridurre la criminalità violenta.

Dal punto di vista scientifico, l’ipotesi alla base dell’esperimento era che la pratica collettiva della meditazione trascendentale potesse generare un effetto di calma e tranquillità nei praticanti, riducendo lo stress sociale e promuovendo la pace nelle loro interazioni esterne con il resto della comunità.

La ricerca scientifica ha studiato l’idea che lo stress collettivo contribuisca all’incremento di comportamenti negativi e alla criminalità. In parole povere, se viviamo in un ambiente ostile diventiamo ostili noi stessi per sopravvivere.

Pertanto, riducendo lo stress collettivo attraverso la meditazione, si ridurrebbe la propensione alla violenza nella società. Questa teoria è supportata dalla misurazione degli effetti fisici e psicologici della meditazione sugli individui.

Dal punto di vista della filosofia yogica, il concetto di “effetto Maharishi” sottolinea l’importanza dell’armonia della coscienza collettiva e si basa sui principi antichi dello yoga e della meditazione che affermano che tutto nell’universo è interconnesso.

Secondo questa filosofia, un gruppo di individui che meditano insieme può creare un campo di energia positiva che si irradia nella comunità, portando a una riduzione del conflitto e della violenza. Questo si collega all’idea del “campo unificato” nella fisica quantistica, suggerendo che la coscienza collettiva può influenzare la materia e il comportamento umano.

Le spiegazioni scientifiche si concentrano sui meccanismi fisiologici e gli effetti misurabili della pratica meditativa, la filosofia yogica offre una comprensione più olistica e spirituale che vede la meditazione come un modo per accedere a una coscienza universale e influenzare positivamente il mondo.

Entrambe le prospettive, pur differendo nei loro approcci e spiegazioni, riconoscono l’importanza dell’armonia interiore per il benessere collettivo.

Conclusione

In un mondo in cui sembriamo essere sempre più isolati nel nostro vissuto interiore, questo esperimento ci ricorda una verità estremamente potente: anche le nostre pratiche più intime e silenziose possono tessere fili invisibili di pace nel cuore della comunità.

Spesso ci sentiamo impotenti di fronte alle ingiustizie del mondo e pensiamo “a che serve il mio contributo? A nulla”. Spero che leggere queste righe ti abbia offerto un nuovo punto di vista.

Ogni seme di tranquillità che piantiamo dentro di noi, nel suo piccolo, contribuisce alla costruzione di un mondo più pacifico e sereno.

Fonti e riferimenti

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2 risposte

  1. Che bellezza.
    Comincio con augurare a tutte le donne di meditazione Zen e del mondo, una vita di felicità, continuando col ringraziarvi per questo articolo davvero interessante, mi apre finestre su mondi nuovi, non vedo l’ora di viverci insieme a voi.
    Grazie, grazie di cuore.
    Andrea.

    1. Grazie di cuore Andrea, anche da parte di Kira e tutte le altre autrici! Siamo davvero felici che la nostra passione traspaia da quello che scriviamo.

      Ti auguriamo una splendida giornata,
      Susanna

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