Acceptance and Commitment Therapy (ACT): non cadere nella trappola della felicità 4.75/5 (4)

acceptance commitment therapy

Il raggiungimento della felicità è ciò a cui tutti gli esseri umani aspirano. Fin qui nessun dubbio.

Ma se scoprissimo che in realtà sono proprio molte delle cose che facciamo per essere felici che contribuiscono a renderci infelici? Per quanto sembri un controsenso, in questo articolo scopriremo quali sono i luoghi comuni sulla felicità e come possiamo vincerli con l’aiuto dell’Acceptance and Commitment Therapy o ACT.

Ecco i falsi miti sulla felicità, ovvero idee largamente condivise e radicate nella nostra società che ci fanno cadere nella trappola della felicità:

  1. Se non sei felice, c’è qualcosa di sbagliato in te
  2. Per avere una vita felice devi eliminare le emozioni negative
  3. Hai il totale controllo dei tuoi pensieri ed emozioni

Vi suonano famigliari?

Acceptance and Commitment Therapy: la via per l’accettazione di sé

Per non essere vittime di questi stereotipi possiamo servirci dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT). Si tratta di una terapia cognitivo comportamentale di recente diffusione basata sulla mindfulness, stato mentale di consapevolezza del momento presente ed apertura capace di apportare grandi benefici sia sul piano fisico che mentale.

L’acronimo si legge come una sola parola, pronunciato nello stesso modo della parola inglese act (agire).

I fondamenti dell’ACT

I pilastri fondamentali dell’ACT sono:

  1. Accettazione (acceptance), cioè l’osservare la realtà esterna e soprattutto interna senza giudizio, invece di negarla o evitarla.
  2. Impegno (commitment), cioè agire seguendo i propri valori ed ambizioni personali, invece che perdersi nell’inazione, nelle lamentele o nel loop di pensieri poco costruttivi.

Non storcere il naso alla parola “accettazione”, so che accettare non fa naturalmente parte di noi né ci viene insegnato. L’accettazione, nella nostra cultura occidentale, viene ahimè vista come un comportamento passivo, una sorta di rassegnazione dall’accezione negativa.

Accettare invece significa abbracciare la vita, prendere ciò che ci viene offerto e aprirti totalmente alla tua realtà presente.

Senza accettazione non c’è cambiamento: è come voler raggiungere un traguardo senza conoscere il proprio punto di partenza! L’accettazione è un punto di appoggio, che ti permette di fare il passo successivo in modo più veloce ed efficace.

accettazioneL’assunto di base dell’ACT è quindi che pensieri ed emozioni – siano essi positivi o negativi – non si possano controllare totalmente. Sin da piccoli ci è stato insegnato che dovevamo essere in grado di controllare le nostre emozioni, così siamo cresciuti con migliaia di “Non piangere!”, “Non c’è niente di cui avere paura!” o “Tirati su!” ma come ben abbiamo sperimentato non ci siamo riusciti tantissime volte. Questo perché abbiamo molto meno controllo sui nostri pensieri e sentimenti di quanto vorremmo.

Non c’è nulla di sbagliato in questo, semplicemente siamo umani e come tali capaci di una moltitudine di pensieri, emozioni e sentimenti anche spiacevoli che fanno parte della nostra natura intrinseca. La sofferenza psicologica è connaturata all’ esperienza umana.

E, paradossalmente, il tentativo di reprimere o controllare i nostri pensieri ed emozioni rappresenta una delle cause principali della loro creazione.

L’obiettivo principale di tale approccio è un cambio di prospettiva, significa modificare in noi il nostro modo di vivere e reagire ai nostri pensieri disfunzionali e alle nostre emozioni negative.

Come possiamo mettere in pratica questa accettazione?

Le strategie  che propone l’ACT sono tre:

  1. Espansione: vale a dire il fare spazio alle emozioni invece di rifuggirle, respirare dentro di esse e osservarle in maniera neutrale per far si che si dissolvano molto più rapidamente.
  2. Defusione: per aiutarci a smettere di identificarci con i nostri pensieri ed emozioni, facendo uso di determinate tecniche.
  3. Connessione: per riportare la nostra mente al presente, “sintonizzandoci” con la realtà.

Il secondo aspetto fondamentale dell’ACT è l’impegno. Secondo l’ACT le energie e il tempo che sprechiamo a combattere le nostre emozioni spiacevoli dovrebbero invece essere spesi nella costruzione della vita che vogliamo, compiendo azioni concrete guidate dai nostri valori. Il lavoro passa quindi per una presa di consapevolezza per capire cosa è davvero importante per noi, a cosa diamo valore e che cosa vogliamo realizzare nella nostra vita.

In sostanza quello che l’Acceptance and Commitment Therapy ti chiede di fare è di:

  • Accettare le tue esperienze interiori essendo presente a te stesso
  • Scegliere una direzione che per te abbia valore
  • Agire in accordo con essa

L’ACT riguarda l’accettazione e l’azione, fianco a fianco. Ed è proprio questo duplice binario che la rende cosi concreta e completa.

L’ACT ci sprona a migliorare la nostra vita, senza né combattere né voltare la testa da un’altra parte. Da un lato ci insegna a lasciare che i nostri pensieri ed emozioni vadano e vengano senza identificarci con essi e senza rimanervi aggrappati (rendendo anche le sensazioni più negative meno dolorose) e dall’altro ci dà la possibilità di connetterci con i nostri valori e tramutarli in azione per rendere la nostra vita più ricca, appagante e degna di essere vissuta.

Lettura consigliata

La trappola della felicità. Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere
  • Russ Harris
  • Editore: Erickson
  • Copertina flessibile: 271 pagine

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