Pensieri durante la meditazione: Sfatiamo il mito

pensieri durante la meditazione

Quante volte hai sentito qualcuno dire: “mentre mediti, respira e svuota la mente”?

E se ti dicessi che invece dovresti pensare quando mediti? Mi crederesti?

Una delle preoccupazioni più comuni in chi inizia a meditare sono proprio i pensieri. Ci approcciamo alla pratica con dedizione e motivazione, cominciamo a respirare, ma dopo pochi minuti ci accorgiamo che la nostra mente non vuole saperne di stare zitta.

In questo articolo cercherò di sfatare il mito della “mente vuota”, ti spiegherò perché la meditazione non punta all’eliminazione totale dei pensieri e come puoi superare questa falsa convinzione durante la tua pratica.

Svuotare la mente è impossibile

svuotare la mente

La cosa divertente della frase “svuota la mente” è che, onestamente, ogni volta che la sento la mia mente fa il contrario. Istantaneamente tutte le cose di cui mi preoccupo, tutte le incombenze e gli impegni sembrano farsi strada nella mia coscienza.

È un po’ come quando qualcuno dice: “qualunque cosa accada, non guardare in alto”. Cosa fai? Alzi lo sguardo.

Nel corso della giornata, una persona tipica ha tra 10.000 e i 60.000 pensieri. La tua mente si è evoluta per pensare. È quello che fai per migliorare te stesso, per sopravvivere, e fa parte del tuo DNA. Non c’è modo di aggirare questo meccanismo e fermare del tutto i pensieri.

Quindi perché tutti credono che la meditazione abbia il potere di annullare i pensieri e far tacere totalmente la nostra testa? Perché avere pensieri durante la meditazione è considerato sbagliato e controproducente?

Il più grande fraintendimento nella meditazione

illuminazione

Uno dei più grandi malintesi nella meditazione è che dovresti liberare al 100% la mente da ogni tipo di pensiero.

Forse un maestro zen con oltre 10.000 ore di meditazione alle spalle potrebbe riuscire a farlo, ma praticamente tutti gli altri, inclusi te e me, devono convivere con il costante flusso di coscienza prodotto dal nostro cervello. Ricorda che persino i grandi maestri hanno a che fare con le loro menti – non sarebbero esseri umani altrimenti.

I pensieri fanno parte della meditazione e saranno sempre parte integrante della pratica.

Cosa dovresti fare allora, quando qualcuno dice: “svuota la mente”? Questa è un’opportunità per trattarlo come un invito a respirare. A guardarti dentro e iniziare ad osservare.

Quando inizi a meditare, dovresti sempre concentrarti. Idealmente, dovresti avere un focus preciso (che io chiamo “oggetto di meditazione”): può essere il respiro, una parte del tuo corpo, un mantra, una candela o qualsiasi altro espediente possa catturare la tua attenzione.

Quindi, man mano che avanzi nella tua sessione, devi riportare la tua attenzione su qualunque sia l’oggetto della meditazione. Avrai pensieri, è inevitabile. Fanno parte del sistema di elaborazione del cervello e lo aiutano con il rilascio dello stress.

Lo scopo della meditazione non è quello di soppiantarli, bensì di notare il pensiero o la distrazione quando si presenta e riportare delicatamente l’attenzione sull’oggetto della tua pratica.

Diventa un osservatore

concentrazione meditazione

A seconda del tipo di meditazione che stai praticando, ciò che effettivamente osservi sarà diverso.

Se stai eseguendo una meditazione sulla consapevolezza del respiro, allora osserverai il flusso del tuo respiro. Quando ti accorgi di essere trascinato via dai pensieri, aggrappati al respiro e alle sensazioni che risveglia in te per tornare a meditare.

In una meditazione body scan o sui chakra, stai osservando e rilassando il corpo. Di nuovo, il treno dei pensieri ti trascinerà via. Quando diventi consapevole di aver perso il focus, torna a concentrarti sulle parti del corpo che stai osservando e sulle sensazioni che ne derivano.

In una meditazione mantra, puoi “osservare” il mantra nella tua mente: visualizza la parola, il simbolo o una scena legata a quel termine. Puoi anche osservare il suono del mantra, o il silenzio tra i suoni.

Ti dirò di più: con un po’ di pratica, potrai arrivare ad osservare i tuoi stessi pensieri. Si tratta di una tecnica un po’ più complicata, proprio perché i pensieri sono astratti e sfuggenti, ma è un modo eccellente per trasformare in alleato il nostro nemico.

Tu non sei i tuoi pensieri

pace interiore

Sei l’essenza. Un’anima.

Pensaci: non sei la stessa persona che eri quando avevi 10 anni. Eppure sei lo stesso. Questo perché i pensieri e le emozioni sono transitori.

Paura, rabbia, ansia, come qualsiasi altra emozione o pensiero, sono solo visitatori temporanei. Si presentano in un certo momento, soggiornano dentro di te per qualche minuto, forse anche qualche ora o qualche giorno, e poi ripartono.

Tu e la tua coscienza, d’altra parte, rimanete sempre. Siete lo sfondo sul quale tutte le emozioni e i pensieri appaiono e scompaiono.

Pensa allo schermo di un cinema e alle immagini proiettate su di esso: non viene bruciato dai colori troppo forti, né sfocato da quelli chiari. Allo stesso modo, tu sei lo schermo su cui vengono proiettati pensieri e sentimenti.

Capire la tua vera posizione come testimone di tutto ciò che scorre (fuori e dentro di te) è lo scopo della pratica della meditazione. In altre parole, tu non sei la tua paura, tu non sei la tua rabbia. Tu non sei le tue emozioni. E persino i tuoi pensieri non sono la persona che sei, perché vengono e vanno, ma tu rimani.

Sei l’immobilità al di sotto di tutto ciò.

Osservare i tuoi pensieri ti permette di creare lo spazio di cui hai bisogno per allontanarti dal rumore di fondo ed osservare te stesso e le cose che pensi e fai. In realtà eleva il tuo livello di coscienza.

E prestando attenzione ai tuoi pensieri, li aiuti ad andare via.

Come osservare i tuoi pensieri

respirazione mindfulness

Puoi osservare i tuoi pensieri in diversi modi. Qui sotto te ne elenco alcuni.

Contenuto

Puoi etichettarli in base al loro contenuto. Quando ti viene in mente un pensiero, ad esempio su una riunione importante, puoi dire “questo è un pensiero sul lavoro” e poi osservarlo mentre lentamente lo lasci andare.

Il pensiero successivo potrebbe essere: “devo fare tutte queste cose oggi e voglio ricordarle”. Questo è un pensiero per il futuro. Quindi, dopo averlo etichettato come tale, accantonarlo.

Gli stessi pensieri potrebbero ripresentarsi più volte nel corso della pratica: tu continua a catalogarli allo stesso modo, senza sentirti in colpa o in difetto.

Emozione

Puoi osservare i pensieri che vengono e etichettarli per l’emozione che evocano.

Ad esempio, se sei preoccupato per un progetto, puoi dire “questo è un pensiero sulla preoccupazione” e poi lasciarlo andare.

Se nella tua vita sta accadendo qualcosa di grande e non riesci a smettere di pensarci, puoi dire “questo è un pensiero sull’ansia”, “questo è un pensiero sulla felicità” o “questo è un pensiero sulla preoccupazione”. Poi lascialo andare.

Pensieri sulla meditazione

Premetto che tutte le meditazioni sono buone meditazioni, se ci metti abbastanza intenzione. Il tuo stato cerebrale cambia non appena cominci a meditare, anche se è la prima volta che lo fai. Potresti non rendertene conto o non notare grandi cambiamenti nell’immediato, ma la meditazione ha un effetto potentissimo su mente e corpo.

Specialmente se sei un principiante, potresti essere tentato di etichettare la tua meditazione. “Questa è stata una buona meditazione” o “oggi è stato difficile.”

Tuttavia, puoi lasciar perdere queste etichette. Alcuni giorni ti sembrerà di andare più a fondo con la tua pratica, e altri giorni ti sembrerà di riuscire a malapena a concentrarti. Non importa: non giudicare mai la tua pratica, perché sarebbe come giudicare te stesso.

Se ti ritrovi a confrontare una sessione di meditazione con un’altra, cerca di isolare e riconoscere questo pensiero, ma poi lascialo andare, dicendoti che sta andando tutto bene. Che stai meditando, ed è questo l’importante.

Insegnare al cervello a concentrarsi

introspezione

Quando reindirizzi i pensieri alla tua meditazione, stai lentamente insegnando al cervello a iper-concentrarsi. È questo processo che migliora la tua efficienza e la tua capacità di focalizzarti nelle attività quotidiane. Questa costante ri-focalizzazione insegna anche alla mente a lasciar andare quei pensieri che ti stressano o ti fanno preoccupare senza motivo.

E questa è la pratica. La pratica della meditazione non sei tu, perfettamente in pace, seduto sul tuo cuscino. Anche se all’apparenza può sembrare solo questo, la meditazione è il ritorno alla tua concentrazione ancora e ancora e ancora e ancora.

Non importa quante volte dovrai allontanare i pensieri. È un esercizio costante che allena la tua mente a superare l’ansia e lo stress.

Ho ancora pensieri ansiosi, a volte. Sono ancora stressata. Ma la pratica di tornare sempre alla mia concentrazione mi consente di reindirizzare quei pensieri nocivi verso pascoli più pacifici. Posso lasciarli andare. Ed è questo il grande potere della meditazione.

Conclusione

I pensieri durante la meditazione non soltanto sono perfettamente normali, ma possono addirittura aiutarti a diventare più concentrato e consapevole.

Una volta che impari a catalogarli e riconoscerli, sarà più facile vederli per ciò che sono e non come una distrazione o un fallimento.

Se desideri un percorso guidato per imparare a meditare, puoi dare un’occhiata al mio corso online.

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Un commento

  • sei ormai per me un appuntamento importante del venerdì; mi permette momenti di pausa e riflessione per “godere” di un aspetto non usuale e nascosto di esseri pensanti. Grazie, grazie.

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