I Mantra: cosa sono, come si usano, perché sono importanti 5/5 (12)

mantra meditazione

Il mantra (मन्त्र) è uno degli ausili più comunemente adottati nella meditazione, e anche uno dei più potenti. La pratica della meditazione mantra si trova in molte delle tradizioni contemplative di tutto il mondo ed ha una storia secolare.

In questo articolo esploreremo le diverse tecniche di meditazione che impiegano i mantra, impareremo come scegliere un mantra adatto a noi, perché i mantra sono potenti e quali sono i diversi livelli di difficoltà di questa pratica. Personalmente, insieme alla trataka e alla zazen, la meditazione coi mantra è la mia pratica preferita, quindi sono felice di condividerne i segreti con te!

Cosa sono i mantra

omIn primo luogo, cominciamo con la definizione di mantra. Mantra è una parola sanscrita derivata da due radici: man, che significa “mente” o “pensare”, e trai, che significa “proteggere”, “liberare da” o “strumento”. Pertanto i mantra sono strumenti della mente, o meglio ancora strumenti per liberare la mente.

Si tratta di una parola, o una sequenza di parole, atte a rendere più efficace la nostra meditazione e apportare numerosi benefici a livello spirituale.

Alcuni mantra hanno un significato letterale e possono essere tradotti, ma la maggior parte di loro, secondo la tradizione, deriva il proprio valore principalmente dalla qualità del suono. Alcuni sono mantra brevi, a una sola sillaba; altri sono lunghi e composti da molte parole.

Talvolta il mantra viene recitato, in altri casi viene ascoltato. A volte va ripetuto in fretta, altre lentamente. In certe situazioni viene semplicemente recitato da solo, e altre volte è collegato alla concentrazione, al respiro, ai chakra, alla visualizzazione, o a concetti astratti.

I mantra e le pratiche ad essi correlate sono moltissimi e affondano le loro radici nell’induismo, nello yoga e nel buddismo.

Perché avvalersi di un mantra?

La potenza trasformatrice del suono

Arrivato a questo punto potresti chiederti: “Cosa c’è di speciale nel ripetere una parola? Perché è considerato uno strumento così potente per la meditazione?”

musica zen meditazioneIl concetto è in realtà molto semplice: il suono è vibrazione. E tutte le cellule del tuo corpo vibrano. Tutto nell’universo è vibrante e ogni cosa segue un proprio ritmo. I tuoi pensieri e sentimenti sono, in effetti, le vibrazioni del tuo corpo e della tua coscienza.

I modelli sonori influenzano anche l’acqua nel corpo, la secrezione degli ormoni, la cognizione, il comportamento e il benessere psicologico.

Vista in questo modo, la tua mente – la tua psiche – è una collezione di suoni, ognuno vibrante alla propria frequenza, velocità e volume. Quello che i mistici e gli yogi sono stati in grado di scoprire è che, sostenendo una particolare vibrazione sonora per lungo tempo, la natura della mente e del corpo può essere in qualche modo trasformata, anche solo temporaneamente.

Ogni musicista o regista è in grado di confermarti l’incredibile potenza dei suoni e la loro capacità di evocare stati d’animo, pensieri e emozioni. Se l’ascolto di una canzone può cambiare il modo in cui ti senti e anche aiutare a guarire il tuo corpo, immagina la potenza di programmare un suono specifico nella tua mente ripetendolo migliaia di volte con costanza e attenzione!

Il suono, il ritmo e i discorsi hanno profondi effetti sul corpo, sui pensieri e sulle emozioni. La meditazione mantra è l’uso di questi tre elementi allo scopo di purificare, pacificare e trasformare la tua mente e il tuo cuore.

Così il mantra, essendo uno strumento della mente, può aiutarti a creare profondi cambiamenti nel tuo corpo e nella tua psiche e produrre stati alterati della coscienza. La meditazione mantra è un metodo per concentrare la tua coscienza attorno ad un suono, amplificandolo per il massimo effetto. Nella tradizione contemplativa, spesso la meditazione coi mantra è il metodo più semplice e sicuro per ottenere profondi benefici.

Il mantra sostituisce il pensiero

simboli spiritualiIn un dato momento, la nostra attenzione può concentrarsi su un solo oggetto. Anche quando affermiamo di essere “multitasking”, ciò che stiamo facendo è solo cambiare molto rapidamente l’oggetto della nostra attenzione: questo è il motivo per cui il multitasking è in realtà dispersivo e inefficace.

Nella meditazione, questo collegamento è abbastanza semplice: in ogni momento in cui stai prestando molta attenzione al mantra, non sei disturbato da altri pensieri, ricordi o sensazioni. Se sei in grado di accorciare continuamente la pausa tra la conclusione di una ripetizione del mantra e l’inizio della successiva, puoi restare immerso in uno stato vigile per tutta la durata della tua meditazione.

Un mantra sostituisce 10.000 pensieri diversi con un solo pensiero – un pensiero che dà pace e consapevolezza. Ti permette di raccogliere la tua attenzione sparsa e unificarla, dandole così molta più potenza.

Naturalmente questo risultato può essere raggiunto anche tramite altri mezzi, come la respirazione o una visualizzazione. Il vantaggio con un mantra, tuttavia, è che sostituisce facilmente i nostri discorsi interiori, che sono la forma predominante del pensiero cosciente per la maggior parte delle persone. Un altro vantaggio è che la natura ritmica del mantra aiuta a superare le melodie che suonano in continuazione nella nostra testa – ad esempio quella canzone ascoltata ovunque alla radio.

Gli strumenti per meditare coi mantra

Come scegliere i tuoi mantra per la meditazione

Decidere quale mantra usare dipende innanzitutto dal tuo approccio alla meditazione – laico o spirituale. Questo approccio influirà anche sui risultati ottenuti dalla pratica.

Alcuni mantra, tuttavia, sono abbastanza universali e possono essere utilizzati con entrambi gli approcci (di cui vedremo la descrizione tra poco). Un ottimo esempio sono i mantra sanscriti om e so ham. In questo articolo puoi trovare cinque mantra molto comuni impiegati nella meditazione trascendentale.

Approccio laico

meditazione secolareIn questo approccio, la meditazione è considerata uno strumento, un esercizio progettato per offrirti una migliore salute, prestazioni mentali, rilassamento o crescita personale. Se adotti questo approccio non credi necessariamente alle implicazioni spirituali collegate alla pratica meditativa – siano esse Dio, l’illuminazione, l’anima, o la vita dopo la morte. O forse ci credi, ma vuoi mantenere la tua meditazione separata dalla sfera spirituale.

In questo caso, ti consiglio di scegliere un mantra nella tua lingua madre. Può essere una singola parola o una breve frase contenente un messaggio che vuoi incidere nella tua psiche.

Ecco alcune linee guida che suggerisco per scegliere la parola adatta:

  • Il significato è il requisito più importante. Scegli una parola o frase che rappresenti qualcosa che vuoi sviluppare di più in te stesso, o al quale vuoi connetterti maggiormente. Potrebbe essere l’amore, la pace, la libertà, la consapevolezza, il coraggio, o qualsiasi altra dote.
  • Il suono della parola deve piacerti e risuonare nella tua anima. L’unico modo per capirlo è ripeterlo per qualche minuto e osservare come ti senti prima e dopo.
  • Evita parole che abbiano significati dubbiosi o possibili connotazioni negative.

Puoi provare alcuni mantra prima di decidere qual è il più adatto. Una volta scelto, però, è meglio utilizzare sempre lo stesso mantra, di modo che i suoi effetti vadano crescendo nel tempo.

Approccio spirituale

buddha posizione zenSe mediti con un obiettivo o uno scopo spirituale in mente, il procedimento per scegliere il tuo mantra è diverso. Puoi considerare il fatto che ogni parole contiene una propria “energia”, improntata in essa attraverso il modo in cui è stata utilizzata ripetutamente da altre persone. Di conseguenza, ha senso adottare un mantra tradizionale – una parola o un suono che è stato usato dai ricercatori spirituali per secoli, con ottimi risultati.

In questo caso, non ha senso per tradurre il mantra nella tua lingua. È meglio utilizzare la parola originale nella lingua in cui è stata concepita o scoperta (solitamente il sanscrito, il pali, l’ebraico, l’aramaico o il tibetano). Inoltre, la pronuncia e l’intonazione corrette del mantra sono molto importanti, in quanto devi tentare di replicare quella vibrazione sonora specifica.

Il primo passo è quindi decidere quale tradizione culturale e spirituale parla maggiormente alla tua anima. Dedica un po’ di tempo alla ricerca di queste tradizioni e trova quella che senti più affine al tuo essere. Una volta scelta, puoi procedere in uno dei seguenti modi:

  • Trova un insegnante esperto in quella tradizione – qualcuno che rispetti profondamente – e chiedi a lui o lei di suggerire un mantra adatto a te. A seconda della tradizione, un maestro avrà praticato mantra molto diversi, conoscerà il tipo di vibrazione di ciascuno e sarà in grado di sceglierne uno per te in base ai tuoi obiettivi e al tuo temperamento.
  • Ricerca i mantra utilizzati in quel particolare percorso, provane ognuno per alcuni giorni, quindi seleziona quello che più ti immerge nello stato di concentrazione che stavi cercando.

Il mantra è come una password, una chiave, verso un certo stato di coscienza o il principio universale che si desidera sperimentare.

In questo approccio, ti consiglio di mantenere segreto il tuo mantra, anche se è molto comune e adottato da migliaia di altre persone. La ragione è che un segreto è sacro. Tratta il tuo mantra come qualcosa di sacro e segreto, e ti assicuro che i suoi effetti sulla tua coscienza andranno più in profondità.

Meditazione Mantra

Le linee guida che trovi qui sotto costituiscono le basi per meditare con un mantra e sono applicabili anche a tutte le altre tecniche di meditazione.

Posizione

Per la meditazione “formale” con i mantra, adotta una postura seduta.

Per la pratica informale, puoi ripetere il mantra nella parte posteriore della tua mente, con gli occhi aperti, durante altre attività quotidiane.

Velocità

Cantare il mantra ti energizza rapidamente. Scandirlo con una certa cadenza calma la mente. Se la tua ripetizione è troppo veloce o troppo lenta, diventerà un processo automatico e la tua mente vagherà troppo o cadrà preda del sonno.

La velocità con la quale si recita il mantra varia anche a seconda della lunghezza del mantra: quelli corti (da una a tre sillabe) vengono spesso ripetuti più lentamente dei mantra lunghi.

Poiché la velocità varia a seconda della tecnica che stai adottando, ti consiglio di sperimentare diverse velocità di ripetizione e constatare qual è la più efficace.

Nella mia esperienza, sia ripetendo rapidamente il mantra che pronunciandolo lentamente, la mia mente accede ad uno stato di silenzio, dove ogni rumore di fondo o pensiero superfluo è annullato. Tuttavia il “gusto” di quel silenzio è diverso a seconda della velocità con cui recito il mantra. Quando lo ripeto lentamente, sento come un tipo di profondità tipico delle onde theta. Ripetendolo velocemente, il silenzio mentale fluisce più intensamente in quanto vengono generate onde gamma.

In ogni caso, è meglio mantenere una velocità uniforme di ripetizione, piuttosto che modificarla più volte durante una sessione.

Forza e volume

Se la tua mente è molto rumorosa, potrebbe esserti utile “aumentare il volume” nella ripetizione del mantra, rendendolo più forte e incisivo.

Se invece la tua mente è più tranquilla, il mantra può diventare più sottile ed essere recitato a bassa voce, come un suono ad alta frequenza che si può udire a malapena. La parola stessa è quasi persa e il mantra si percepisce più come vibrazioni sonore che come frase scandita.

Respirazione

Potresti essere o non essere in grado di sincronizzare il mantra con il tuo respiro. Alcune opzioni  per riuscirci meglio sono:

  • Inspirare ed espirare mentre pronunci il mantra. Se il mantra è molto corto, come om, puoi ripeterlo una volta mentre inspiri, e di nuovo mentre espiri. È anche possibile aumentare la velocità e ripeterlo tre volte per ogni inspirazione e tre volte per espirazione. Se il mantra è lungo, allora puoi recitarne metà durante l’inspirazione e la seconda metà mentre espiri.
  • Espirare. Inspira senza alcun suono e recita il mantra solo durante l’espirazione.
  • Essere indipendente dalla respirazione. Basta concentrarsi sul mantra, prestando attenzione alla respirazione. Con il tempo, il respiro tende a sincronizzarsi naturalmente con il ritmo del mantra.

Mente

Sia che tu stia recitando il mantra o semplicemente ascoltandolo, il compito della tua mente è quello di prestare attivamente attenzione a ogni ripetizione. Lascia che ogni ripetizione sia fresca, nuova, piena di vita e di consapevolezza.

Unisci la tua mente con il mantra. Diventa una cosa sola con esso. Lascia che ogni parte della tua attenzione sia rivolta al mantra. Un modo per facilitare questo processo è lasciar fluire le tue emozioni nella pratica – come il desiderio, la curiosità, la riverenza, la gratitudine, o qualunque cosa abbia senso per quel particolare mantra.

Pensa al mantra come una stazione radio e alla tua mente come un’antenna.
Dopo un po’ di tempo noterai che, anche se qualche pensiero attraversa comunque la tua testa, il mantra si trova su un livello più profondo della tua mente. Sposta la vostra consapevolezza a quel livello più profondo e prova a rimanerci il più a lungo possibile.

Infine, non forzare la tua mente. Farlo creerebbe solo tensione, che non favorisce la meditazione. Il tuo compito è semplicemente mantenere la consapevolezza del mantra, momentaneamente, senza che essa pesi troppo sui tuoi pensieri. È una consapevolezza continua e rilassata.

Progressi e livelli

Più ripetiamo il nostro mantra, più gli conferiamo energia. Un mantra a una sillaba, si dice, dopo 125.000 ripetizioni “ottiene una propria vita”. È la nostra ripetuta attenzione che lavora con il mantra e lo carica. Il mantra diventa poi il pensiero più potente nella tua mente, e allora puoi veramente contare su di esso per portare pace e concentrazione nella tua vita.

Una volta che il mantra ottiene questo slancio, la ripetizione diventa sempre più facile. È quasi come se semplicemente “iniziare” o “accedere” al mantra, ed esso prosegue da solo, portandoci in uno stato di silenzio interiore.

Questo è il progresso tradizionale della pratica:

  • La recitazione verbale – lo ripeti ad alta voce. Questo semplice meccanismo impegna i tuoi sensi, rendendo più facile mantenere la tua attenzione focalizzata.
  • Il sussurro: le labbra e la lingua si muovono, ma producono solo un flebile suono. Questa pratica è più sottile e profonda della recitazione verbale.
  • La recitazione mentale – ripeti il mantra solo nella tua mente. All’inizio, naturalmente, ci sarà qualche movimento nella lingua e nella gola, ma con il tempo anche questi cesseranno, e la pratica sarà puramente mentale. Questa fase è la più comune nella meditazione mantra.
  • Ascolto spontaneo – a questo punto non stai più ripetendo il mantra, ma il mantra continua da solo nella tua mente, spontaneamente, sempre. A questo punto non c’è bisogno di preoccuparsi del volume, della velocità, ecc. Basta ascoltarlo ripetendolo come naturalmente vuole essere ripetuto. Questo livello è chiamato ajapa japa.

Come puoi notare c’è una progressione lenta ma significativa dal primo all’ultimo livello. Un errore molto comune nei principianti è quello di voler saltare i livelli e iniziare direttamente con la ripetizione mentale, o la ripetizione spontanea. Sebbene non sia impossibile arrivarci subito, è molto più semplice seguire questa scala per padroneggiare la meditazione coi mantra.

Anche se non ti piace la recitazione verbale e desideri arrivare direttamente al livello mentale, ti consiglio di fare almeno qualche ciclo di recitazione sussurrata all’inizio. Questo ti aiuterà a concentrare la tua mente sul mantra molto più facilmente.

In qualunque punto ti trovi su ​​questa scala, se ti rendi conto che la tua mente si sta astraendo dal mantra, distratta da altri pensieri o dal sonno, fermati per qualche secondo e poi impiega uno sforzo più consapevole nell’utilizzo del mantra, finché non arriverai ad un risultato efficace.

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