Sankalpa: Scopri il Potere delle Intenzioni e Trasforma la Tua Vita

Scopri il significato di Sankalpa, formula intenzioni profonde e trasforma la tua vita.
sankalpa

Qual è il tuo desiderio più profondo?

Ti sei mai chiesto qual è il tuo desiderio più profondo? Come puoi trasformarlo in una realtà tangibile nella tua esistenza?

In questa profonda indagine interiore, potresti imbatterti nel concetto di Sankalpa – un proposito che emana dalla “verità” più profonda del tuo essere e che ha il potere di trasformare la tua vita.

In questo articolo esploreremo la storia di questo concetto affascinante, come è stato utilizzato nei tempi antichi e come puoi applicarlo nella tua vita per guidare e plasmare il tuo destino.

Cosa significa Sankalpa?

meditare in spiaggia

La parola Sankalpa (संकल्प) deriva dal sanscrito: San significa “verità più alta” e Kalpa, vuol dire “promessa”. Sankalpa è quindi è un’intenzione, un proposito che si origina da una connessione interiore che ci rivela “la verità” e che ha il potere di cambiare la nostra vita.

Il concetto di Sankalpa era già presente nei Veda e nelle Upanishad: i Veda sono i testi religiosi dell’Induismo, considerati tra i più antichi testi religiosi a noi pervenuti. Il contenuto dei Veda è stato trascritto perché tramandato oralmente da Maestro a Discepolo. Infatti, nell’Induismo, i Veda sono chiamati Shruti, “Ciò che è udito”.

I testi che compongono i quattro Veda sono:

  1. Rig Veda (mantra di lode agli dei) che è il Veda più antico;
  2. Sama Veda (melodie che accompagnano i canti);
  3. Yajur Veda (insegna come compiere i doveri con dei rituali);
  4. Atharva Veda (insegna come aver cura dei figli e della famiglia).

Ognuno di questi testi è poi suddiviso in generi:

  • Aranyaka: riti e cerimonie;
  • Brahmana: commentari ai rituali;
  • Samhita: benedizioni, preghiere e mantra;
  • Upanishad: narrazioni filosofiche e dialoghi.

Le Upanishad sono i Veda più conosciuti, scritti nella forma del dialogo e narrazione, sono i primi ad essere stati tradotti in altre lingue.

All’interno delle Upanishad, il Sankalpa è inteso come un modo per plasmare la realtà, attraverso la trasformazione del proprio desiderio profondo in un’intenzione, poi l’intenzione in volontà e quindi la volontà in azione.

Tu sei il tuo desiderio più profondo
Il tuo desiderio è la tua intenzione
La tua intenzione è la tua volontà
La tua volontà è la tua azione
La tua azione è il tuo destino.

Ma quindi a cosa serve il Sankalpa?

donna in un prato

Non si tratta di un blando obiettivo che si persegue applicando la volontà e magari una minima pianificazione, ma di qualcosa che ha a che fare con la parte più intima del nostro essere e che nasce da una profonda connessione tra la mente e il cuore.

Si tratta quindi di una regola, un convincimento profondo che ripetuto più volte genera una trasformazione dentro e fuori di noi.

Il Sankalpa ci aiuta a dare una direzione alla nostra vita, a raggiungere lo scopo che sentiamo di avere nel nostro cuore, a rimuovere tutti i blocchi nella mente e creare delle nuove abitudini volte a realizzare e mantenere la nostra intenzione.

Dobbiamo però tenere a mente che per avere dei risultati è importante ricercare la coerenza tra mente e cuore che ci aiuterà a formulare correttamente il nostro Sankalpa, perché solo in questo caso lo perseguiremo con costanza e dedizione e nessuno ostacolo potrà indebolire la nostra motivazione.

Una volta formulato, e dopo che lo abbiamo dichiarato nella nostra mente, quando questa è calma e rilassata, possiamo utilizzarlo.

L’ intenzione si realizzerà quando saremo pronti ad accogliere il cambiamento che essa genera.

Come si formula il Sankalpa?

Innanzitutto, ci sono due tipi di Sankalpa: uno più generale ed uno più specifico.

Quello generale serve ad esprimere l’intenzione di “essere” abbinata alla qualità che si ritiene sia allineata con la propria vera natura. Per questo motivo la sua formula è spesso “Io sono” + la qualità che vogliamo coltivare.

Teniamo presente che deve trattarsi di un’idea di cambiamento, quindi ad esempio se desideriamo essere più coraggiosi sarà: “Io sono coraggioso”; se vogliamo sentirci più fiduciosi “Io sono fiducioso”.

Ci sono poi dei Sankalpa più specifici legati a ciò che desideriamo per quel preciso momento, come ad esempio “Sono connessa con il mio corpo”, “accetto i miei limiti”. Questi si usano spesso durante la meditazione.

Queste intenzioni, come un piccolo seme, lavoreranno dall’interno per andare verso la direzione desiderata, rendendo le nostre azioni più consapevoli e aiutandoci a generare una nuova realtà, quella in cui noi vogliamo sentirci esattamente come sappiamo di essere.

Regole per coltivare il Sankalpa

Dopo aver deciso quale tipo di Sankalpa vogliamo formulare, ci sono alcune regole da seguire:

  1. Innanzitutto, la frase deve essere formulata in modo positivo.
  2. Iniziare con “Io sono” o direttamente con il verbo che intendiamo utilizzare.
  3. Deve essere breve e semplice, per poterla ricordare e ripetere.
  4. Il tempo da utilizzare è il presente, così da poterla esprimere come se fosse qualcosa di già ottenuto.

Può accadere, come è successo anche a me all’inizio, di avere difficoltà a distinguere tra i desideri del cuore e i desideri della mente.

Io ho fatto in questo modo: ho pensato ad un obiettivo che per me era importante raggiungere in quel momento, ad esempio “voglio mangiare più sano”, poi mi sono chiesta il perché, quale fosse il desiderio profondo collegato a questo obiettivo e ho trasformato l’obiettivo in un Sankalpa.

Ho elencato almeno tre perché: “voglio prendermi cura di me”, “voglio accettare me stessa”, “voglio amarmi” e sono arrivata al Sankalpa: “Io accetto e amo me stessa”.

Ora che abbiamo la nostra intenzione, ripetiamola mentalmente per tre volte con grande fiducia ed essendone convinti, perché è ciò che davvero desideriamo dal profondo del cuore.

Quando praticare il Sankalpa

mudra namaste

Sentiamo parlare del Sankalpa soprattutto in abbinamento allo yoga nidra, perché è una pratica in cui la mente è rilassata e calma e il nostro proposito può essere assimilato con più facilità dal nostro subconscio.

Ma possiamo praticare il Sankalpa anche al mattino appena apriamo gli occhi, quando ancora la mente non ha iniziato a pensare a tutto ciò che c’è da fare durante la giornata, e ripeterlo la sera prima di dormire per continuare a rimanere focalizzati.

Inoltre, ripeterlo durante la giornata è utile soprattutto quando ci sentiamo sopraffatti o svuotati o ancora quando ci sentiamo smarriti, per rinnovare la nostra motivazione. Possiamo anche utilizzare dei post-it o qualsiasi altro metodo che riteniamo utile. Mantenere la consapevolezza sulla nostra intenzione ci aiuterà a non distrarci e a non far vagare la mente inutilmente.

Possiamo utilizzare il Sankalpa, come abbiamo detto, durante le pratiche yoga all’inizio e alla fine della classe, o durante la meditazione e il pranayama.

Secondo la tradizione dello yoga è bene mantenere segreta la nostra intenzione per preservarne tutto il suo potere.

E tu ci hai pensato: quale è il Sankalpa per la tua vita?

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2 risposte

  1. Il tuo articolo è molto bello, e, in alcuni periodi della vita, può essere illuminante, per aiutarci a capire cosa sta avvenendo in noi. Grazie.

    1. Grazie Luigi per il tuo commento 🙏è vero, fermarsi ogni tanto e ascoltarsi aiuta a ritrovare la direzione più rispondente al nostro essere ☀️

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