Cos’è il Kriya Yoga e come si pratica 5/5 (8)

Kriya yoga

Il Kriya yoga è un percorso spirituale che consiste in una serie di tecniche di meditazione avanzate, la cui pratica continua può portare alla liberazione dell’anima dalle sue catene, elevandola ad un livello divino.

Ebbe origine in India migliaia di anni fa e divenne famoso in Occidente grazie all’operato di Paramahansa Yogananda, uno tra i più famosi yogi e guru indiani, che diffuse la dottrina principalmente tramite il suo libro “Autobiografia di uno Yogi”.

I principi del Kriya Yoga

Il Kriya Yoga è particolarmente efficace perché agisce direttamente sulla fonte della nostra crescita – ovvero l’energia spirituale che risiede alla base della nostra colonna vertebrale.

Tutte le tecniche di yoga lavorano con questa energia, di solito indirettamente. Le posizioni yoga, ad esempio, possono aiutare ad aprire i canali spinali e bilanciare così l’energia lungo la colonna vertebrale. Allo stesso modo, gli esercizi di respirazione possono aiutare a risvegliare quest’energia.

Paramahansa Yogananda
Paramahansa Yogananda

La tecnica Kriya è molto più diretta e aiuta chi la pratica a controllare la propria forza vitale immaginandola muoversi mentalmente su e giù per la spina dorsale, con consapevolezza e volontà. Secondo Yogananda, un Kriya, che richiede circa mezzo minuto, equivale a un anno di crescita spirituale naturale.

La tecnica specifica viene insegnata attraverso l’iniziazione.

Come scrive Yogananda nella sua autobiografia, “A causa di certe antiche ingiunzioni yogiche, non posso dare una spiegazione completa del Kriya Yoga nelle pagine di un libro destinato al grande pubblico. La vera tecnica deve essere appresa da un Kriyaban o Kriya Yogi.”

Storia e origine del Kriya Yoga

Il Kriya Yoga è una tecnica che è stata mantenuta segreta per molti secoli. Fu riportata alla luce solo nel 1861, quando lo yogi Mahavatar Babaji la insegnò al suo discepolo Lahiri Mahasaya durante il loro incontro sull’Himalaya.

Il Kriya è stato insegnato in un legame ininterrotto di successione spirituale fino ad oggi e il maestro Paramhansa Yogananda autorizzò personalmente il suo discepolo Swami Kriyananda ad addestrare altri maestri sul Kriya.

Si considera che questa pratica risalga agli albori dello yoga stesso. Perché? La ragione è che il Kriya, la più alta tecnica del Raja Yoga, si basa su fatti universali e centrali della natura umana.

La scienza del Kriya Yoga è eterna. Essa è vera come la matematica; come le semplici norme di addizione e sottrazione, la legge del Kriya Yoga non può mai essere distrutta. Bruciate tutti i libri di matematica, e le menti logiche scopriranno sempre di nuovo tali verità; distruggete tutti i libri sacri sullo yoga, e le sue leggi fondamentali si riveleranno nuovamente dovunque comparirà un vero saggio dalla devozione pura e, quindi, dalla pura conoscenza.

Sri Ananda Mohan Lahiri, un nipote di Lahiri Mahasaya, citato in “Autobiografia di uno Yogi”

Il Kriya non ha sempre avuto questo nome: Babaji lo ribattezzò “Kriya Yoga” per il nostro tempo, ma è stato descritto in alcune scritture come Kevali Pranayama – dove “kevala” significa “solo”, riferendosi al Sé. Secondo questi testi, Kevali Pranayama era considerata la più grande di tutte le tecniche per controllare il prana, ovvero la forza vitale.

Tecniche di meditazione del Kriya Yoga

Paramahansa Yogananda fornisce una descrizione del Kriya Yoga nella sua “Autobiografia di uno Yogi”: la sua tecnica viene tramandata agli studenti che frequentano le lezioni della Self-Realization Fellowship, ovvero l’organizzazione religiosa no profit da lui fondata, dopo un periodo preliminare di studio e pratica delle tre tecniche preparatorie.

Considerate nell’insieme come un sistema completo, queste tecniche di meditazione consentono ai praticanti di ottenere i benefici più completi dell’antica scienza dello yoga.

1. Esercizi di energizzazione

Si tratta di una serie di esercizi psicofisici sviluppati da Paramahansa Yogananda nel 1916 per preparare il corpo alla meditazione. Praticandoli regolarmente si favorisce il rilassamento mentale e fisico e viene sviluppata la forza di volontà.

Facendo uso del respiro e della concentrazione, la tecnica consente di attingere ad un’abbondante fonte di energia coscientemente, purificando e rinforzando sistematicamente tutte le parti del corpo a turno. Gli esercizi energizzanti, che richiedono circa quindici minuti di esecuzione, sono uno dei mezzi più efficaci per eliminare lo stress e la tensione nervosa. Praticarli prima della meditazione è un grande aiuto per entrare in uno stato di consapevolezza profondo e interiorizzato.

2. Concentrazione

La tecnica di concentrazione di Hong-Sau aiuta a sviluppare la nostra concentrazione latente. Attraverso la pratica di questa tecnica si impara a richiamare a comando il pensiero e l’energia dalle distrazioni esterne, in modo che possano concentrarsi su qualsiasi obiettivo da raggiungere o problema da risolvere. In alternativa si può dirigere l’attenzione verso la realizzazione della Coscienza Divina interiore.

3. Meditazione di Aum

La tecnica di meditazione di Aum mostra come usare il potere della concentrazione al suo massimo picco, per scoprire e sviluppare le qualità divine del proprio Sé. Questo antico metodo insegna come sperimentare la Presenza Divina, che sostiene tutta la creazione. La tecnica espande la consapevolezza oltre i limiti del corpo e della mente per la realizzazione del proprio potenziale infinito.

Tecnica del Kriya Yoga

Il Kriya rinforza e rivitalizza le sottili correnti di energia vitale (prana) nella colonna vertebrale e nel cervello. Gli antichi veggenti dell’India percepivano il cervello e la colonna vertebrale come l’albero della vita. Fuori dai sottili centri cerebrospinali che ci attraversano (i nostri sette chakra) fluiscono le energie che animano tutti i nervi e ogni organo e tessuto del corpo. Gli yogi scoprirono che facendo circolare continuamente l’energia spirituale su e giù per la spina dorsale è possibile accelerare notevolmente la propria evoluzione spirituale e accrescere la consapevolezza.

La corretta pratica del Kriya Yoga consente alle normali attività del cuore, dei polmoni e del sistema nervoso di rallentare naturalmente, producendo una profonda quiete interiore del corpo e della mente e liberando l’attenzione dalla solita turbolenza di pensieri, emozioni e percezioni sensoriali. Nella chiarezza di questa quiete interiore, si arriva a sperimentare una profonda pace e la sintonia con la propria anima e con Dio.

Come apprendere il Kriya yoga

maestri kriyaIl primo passo è quello di applicare le tre tecniche basilari di meditazione (descritte sopra) e i principi di Paramahansa sulla vita spirituale equilibrata.
Questa introduzione graduale ha uno scopo ben preciso: così come un alpinista che cerca di scalare l’Himalaya deve acclimatarsi prima di arrivare alla cima, il ricercatore spirituale ha bisogno di questo periodo iniziale per mutare le proprie abitudini e pensieri, abituare la mente alla concentrazione e prendere confidenza con l’energia vitale del corpo.

Dopo un anno di preparazione e pratica, gli studenti possono candidarsi per l’iniziazione alla tecnica del Kriya Yoga e stabilire formalmente il rapporto guru-discepolo, ricevendo l’introduzione “ufficiale” al Kriya.

Proprio per via delle sue tecniche avanzate e del fatto che non esiste una vera e propria descrizione dettagliata del Kriya disponibile al pubblico, è fondamentale trovare una guida spirituale se si vuole portare a compimento il percorso nella sua interezza. Da parte nostra, tuttavia, vi consigliamo di eseguire comunque gli esercizi di preparazione anche se non siete intenzionati a trovare un guru: vi aiuteranno a sperimentare i numerosi benefici di questa pratica e risvegliare le vostre potenzialità latenti.

Letture consigliate

Autobiografia di uno yogi
  • A. Paramhansa Yogananda
  • Editore: Astrolabio Ubaldini
  • Copertina flessibile: 472 pagine
Come risvegliare il tuo vero potenziale
  • Yogananda Paramhansa
  • Editore: Ananda Edizioni
  • Copertina flessibile: 208 pagine

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