Il Taoismo e la Filosofia Taoista

taoismo
Il Taoismo ci insegna l’unità nel dualismo e l’importanza dell’equilibrio. Ecco i principi che hanno ispirato questa antica filosofia.

L’antica Cina fu la culla di moltissime invenzioni e correnti di pensiero che ancora oggi sono parte della nostra cultura occidentale.

Basti pensare a oggetti come la carta e la polvere da sparo, invenzioni che hanno incentivato due aspetti quasi contrapposti a livello intellettuale della nostra società: la cultura e la guerra.

Tra queste importantissime scoperte che hanno influenzato la storia come la conosciamo oggi troviamo anche molte arti più intellettuali: è in Cina, infatti, che sono nate opere letterarie ancora oggi conosciute in tutto il mondo come i testi di Confucio o l’Arte della Guerra di Sun Tzu.

Ma entrambe queste importantissime figure nella storia della Cina hanno basato le loro scuole di pensiero su una filosofia ancora più antica, largamente diffusa nell’estremo oriente già nel lontano terzo millennio a.C.: il Taoismo.

Sebbene il Taoismo come lo conosciamo oggi abbia preso forma soltanto nel sesto secolo a.C. grazie al filosofo Lao Tzu, questa filosofia è stata largamente esplorata sin dagli albori della civiltà, in quanto è in grado di descrivere il dualismo che compone ogni singola persona e la sua costante ricerca di un equilibrio interno ed esterno.

Filosofia taoista: la chiave dell’equilibrio

meditazione taoista

La vita è una costante ricerca di equilibrio tra due forze opposte. Queste contrapposizioni possono essere quotidiane o presentarsi raramente, possono essere materiali oppure più introspettive, ma sono tutte accomunate da un’unica verità: non si può vivere solo di una di esse. Dove c’è un eccesso, occorre compensazione.

Un esempio molto semplice di questa eterna contrapposizione è quello dato da caldo e freddo: un clima caldo ci porta alla ricerca di qualcosa di rinfrescante, viceversa un clima freddo ci spingerà a compensare stando vicino a fonti di calore.

Un altro esempio più introspettivo è quello di luce e ombra, oppure anche l’eterna lotta tra logica e istinto. Si potrebbe andare avanti per giorni a fare esempi di elementi dualisti in cui non si può fare a meno di nessuno dei due poli. L’unica costante che troveremo in ogni singola occasione è che la natura dell’uomo è quella di cercare l’equilibrio tra queste due forze contrapposte.

Nell’armonia dell’equilibrio, infatti, la vita prospera e cresce sana e rigogliosa, poiché crea l’ambiente perfetto per ospitarla.

Basti pensare per esempio ad una pianta, che necessita della giusta quantità di sole ed acqua ma che non può vivere se manca uno dei due. Allo stesso modo l’uomo è alla costante ricerca (o almeno dovrebbe esserlo) dell’equilibrio, sia per ciò che sente dentro di sé sia per ciò che lo circonda.

Proprio perché “il troppo stroppia”, quando uno dei due elementi è troppo presente a discapito dell’altro una persona necessita di equilibrare il proprio corpo e la propria mente per evitare la deriva fisica e mentale.

Yin e Yang

tao yin yang

Queste due forze contrapposte e complementari alla continua ricerca di equilibrio e che possiamo identificare in così tanti elementi quotidiani, fisici o astratti, prendono il nome di Yin e Yang.

Yin incarna ciò che è il sentimento, l’istinto, la contrazione, la stabilità; al contrario, Yang rappresenta tutto ciò che è l’intelletto, la logica, la distensione, il movimento. La ricerca del costante equilibrio tra questi due elementi opposti è il modo più comune con cui si rappresenta il dualismo del Taoismo.

Gli antichi imperatori cinesi cercavano di replicare questa armonia della natura nel classico giardino cinese: qui ogni elemento veniva collocato secondo le regole del feng shui e studiando il Chi (l’energia) dell’ambiente.

giardino cinese
I principi del Feng shui sono stati usati per secoli per creare ambienti interni ed esterni armoniosi.

Si rappresentava lo Yin tramite la luna, le valli e l’acqua e lo Yang con sole, monti e cielo. Nella creazione del giardino si cercava di dare un senso di continua espansione, di stabilità, poiché la natura è in crescita costante.

L’uomo si faceva carico di essere l’elemento portatore di equilibrio del Tao tra lo Yin e lo Yang sulla terra.

Il Tao, l’unità nel dualismo

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Ma perché l’uomo si pone nella veste di regolatore della contrapposizione?

Dal Tao 道, tradotto dal cinese come “la Via“, nascono le due forze contrapposte di Yin e Yang; dall’equilibrio di queste due forze nasce inevitabilmente un terzo elemento, ovvero la vita stessa. Questa vita trova spazio nel dualismo tra Cielo e Terra come elemento di mezzo che regola i due poli contrapposti, prendendo il nome di via dell’Uomo.

Essendo il risultato naturale del bilanciamento tra i due estremi, l’uomo cerca di essere il mediatore tra Yin e Yang e, in quanto tale, è alla costante ricerca dell’equilibrio.

Seguire la via del Tao non è altro che ricercare quell’equilibrio che spesso si perde nella vita quotidiana. Lo si può fare ad esempio attraverso le tecniche di meditazione taoista come il qi gong, l’applicazione della filosofia taoista al proprio ambiente tramite il feng shui, o ancora la comprensione di concetti taoisti più astratti come il wu wei.

Conclusione

Sebbene il Taoismo venga talvolta definito come una religione, in realtà si tratta di una corrente di pensiero che non cerca osservazioni teologiche né fa menzioni di divinità specifiche.

Il concetto stesso del Tao invita all’osservazione della natura, di tutto ciò che esiste nell’universo, facendo caso al dualismo intrinseco che si trova in ogni forma di vita.

Il Taoismo è una filosofia che non cerca o chiede atti di fede, ma si limita ad osservare e cercare l’equilibrio, a volte nascosto, di tutto ciò che ci circonda. Ci ricorda di fermarci ad ammirare come questo ciclo duale di eterno inizio e fine, se non disturbato, regali al mondo una perfetta armonia.

Lettura consigliata

Tao Te Ching
  • Editore: Feltrinelli
  • Autore: Lao Tzu , A. S. Sabbadini
  • Collana: Universale economica. Oriente
  • Formato: Libro in brossura
  • Anno: 2013

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