Purushartha: Le quattro finalità della vita nella filosofia indiana

La ricerca dello scopo della vita è un tema centrale nei testi vedici, che offrono una guida per trovare un equilibrio tra il mondo materiale e quello spirituale, proponendo un percorso verso una vita più significativa e soddisfacente.
Purushartha

Quando ci chiediamo quale sia lo scopo della nostra vita, spesso abbiamo dei dubbi.

Non riusciamo a vedere chiaramente dove ci stiamo dirigendo e questo genera confusione e, soprattutto, non ci aiuta a vivere bene.

In questi casi occorre fermarsi e chiedersi: cosa voglio davvero? Qual è lo scopo della mia esistenza?

I testi vedici rispondono a questa esigenza di fare chiarezza fornendoci una guida da seguire per trovare un equilibrio tra il mondo materiale e quello spirituale, incoraggiandoci a perseguire una vita davvero significativa e soddisfacente.

I Purushartha

I quattro scopi della vita nei Veda vengono chiamati Purushartha (पुरुषार्थ), un termine di origine sanscrita ed è composto da due parole: Purusha, che significa “individuo” o “anima,” e Artha, che si traduce in “scopo” o “significato”.

“Purushartha” si riferisce quindi ai quattro obiettivi o scopi principali nella filosofia indiana, che sono:

  1. Dharma: Si riferisce al dovere morale, all’etica e all’azione giusta. È l’obbligo di seguire le leggi morali e sociali.
  2. Artha: Rappresenta il successo materiale e la prosperità. Si tratta dell’accumulo di ricchezza e risorse per condurre una vita confortevole.
  3. Kama: Si riferisce al piacere e alla soddisfazione dei desideri sensuali e emotivi. Questo include l’amore, il piacere fisico e la felicità.
  4. Moksha: È il più alto dei Purushartha ed è la liberazione spirituale o l’illuminazione. Rappresenta il distacco dalle sofferenze del ciclo di nascita e morte (samsara) e il raggiungimento dell’unione con il divino.

Dharma

dharma

Il primo Purushartha è il Dharma, che si riferisce al dovere religioso e morale. Seguire il proprio Dharma significa agire in conformità con valori come giustizia, verità e compassione verso gli altri. Questo concetto enfatizza un equilibrio tra i bisogni individuali e quelli della comunità in cui si vive.

Patanjali, nel suo Yoga Sutra, menziona il Dharma negli Yama con il principio di “Ahimsa,” che promuove la non violenza nei pensieri, parole e azioni verso gli altri. “Ahimsa” è considerato infatti il più grande Dharma.

Nei Niyama troviamo il concetto di Saṅtoṣa, che si traduce in “soddisfazione” e si riferisce al sapersi accontentare di ciò che abbiamo, distinguendo tra bisogni essenziali e ossessioni. Questo approccio mira a ridurre le aspettative e a trovare felicità indipendentemente dagli eventi esterni.

Il fine ultimo delle discipline e delle astensioni è la liberazione dai desideri e il perseguimento delle virtù, inclusa la rinuncia all’ego.

La traduzione letterale di questo principio infatti è “rimettersi a Īśvara”, ovvero a Dio inteso come tutto il creato: la realizzazione dell’uomo altro non è che la comunione col tutto, perché nel momento in cui possiamo guardare con gli occhi dell’Universo saremo in grado di acquisire una prospettiva del tutto nuova.

Inoltre, la Bhagavad Gita fornisce insegnamenti sul Dharma, tra cui il concetto di Nishkama karma, che significa agire senza attaccamento ai risultati delle azioni. Questo atteggiamento aiuta a raggiungere saggezza spirituale e liberazione.

Importante è anche il principio che il Dharma non dovrebbe mai portare a violenza o ingiustizia. È essenziale adempiere al proprio dovere senza causare danni agli altri, come evidenziato nelle discussioni sulla guerra e sulla giustizia all’interno del testo.

La Bhagavad Gita enfatizza che è meglio seguire il proprio Dharma, anche se in modo imperfetto, piuttosto che adottare il Dharma di un altro in modo perfetto. Questo ci incoraggia a seguire la nostra verità, anche se può essere difficile. Il Dharma rappresenta la nostra via, e quando lo seguiamo, sperimentiamo armonia e realizziamo il nostro potenziale.

Dharma è la via, è la tua verità e puoi riconoscere quando sei sulla strada giusta perché tutto è in armonia e ti senti completo.

Artha

donna parla al telefono

Artha riguarda la ricerca di prosperità materiale, successo e sicurezza finanziaria.

Questo Purushartha non promuove semplicemente l’accumulo di ricchezza, ma enfatizza l’auto-realizzazione e il raggiungimento di una vita soddisfacente attraverso un uso saggio dell’abbondanza, contribuendo al benessere proprio e degli altri.

Nei testi vedici, Artha è considerato importante in quanto fornisce il sostegno materiale necessario per perseguire la ricerca spirituale e la realizzazione del Sé (Atman).

Nella mitologia indiana, non esiste una figura mitica specifica associata ad Artha, ma questo concetto è spesso incorporato nelle vite e nelle sfide dei personaggi mitici per illustrare l’importanza di cercare il successo materiale rimanendo in armonia con il proprio dovere morale.

Ad esempio, il re Rama, protagonista del poema epico indiano Ramayana, incarna questi ideali attraverso le sue avventure, le sfide affrontate e la sua dedizione alla giustizia e al dovere, servendo come esempio di come perseguire Artha in modo equilibrato.

Kama

coppia si abbraccia in spiaggia

Kama rappresenta il piacere, il desiderio e la realizzazione dei sensi umani.

Questo Purushartha invita a perseguire valori come l’amore, la passione, l’arte, la bellezza e il godimento della vita. Coinvolge l’espressione e l’esperienza delle emozioni, delle relazioni e delle aspirazioni personali. Tuttavia, è fondamentale bilanciare Kama con il Dharma, evitando eccessi e dipendenze che potrebbero portare a conseguenze negative.

Nel contesto yogico, praticare Kama significa essere pienamente presenti in ciò che facciamo, concentrando la nostra attenzione sull’oggetto della nostra attività, creando una connessione emotiva con esso e sperimentando consapevolmente la sensazione di benessere.

Kama è anche una figura mitologica, rappresentata come il dio dell’amore, ed è citato in diverse storie e leggende indiane.

Una delle storie più famose coinvolge Kama e Shiva, il dio della distruzione e della trasformazione.

Kama cercò di risvegliare Shiva dalla sua meditazione usando una freccia d’amore, ma Shiva lo incenerì con il suo terzo occhio.

Questa storia illustra la potenza di Shiva nella sua forma distruttiva e la sua capacità di resistere alla forza dell’amore e del desiderio. Tuttavia, distruggendo Kama, Shiva non aveva vinto; al contrario, si era dimostrato debole perché non era in grado di affrontare il desiderio. Successivamente, Shiva comprese il suo errore e accettò di restituire la vita a Kama, dimostrando così una comprensione più profonda del ruolo del desiderio nella vita umana.

Moksha

ritiro spirituale

Il quarto Purushartha è Moksha, che si riferisce alla liberazione spirituale o alla realizzazione del sé.

Moksha rappresenta l’obiettivo finale della vita, in cui l’individuo si libera e raggiunge l’illuminazione. È il superamento dell’illusione del sé separato e la fusione con la coscienza universale.

Il senso dell’esistenza, secondo l’Induismo, è uscire dall’esistenza ciclica, realizzare sé stessi, l’Atman, il Divino che è in ognuno di noi. Per la ricerca del Moksha occorre praticare perfettamente il proprio Dharma.

Conclusione

I Purushartha offrono un quadro completo per guidare la vita umana, includendo aspetti morali, materiali, emozionali e spirituali. Ci incoraggiano a perseguire un equilibrio tra le nostre responsabilità morali, il successo materiale, il piacere personale e la ricerca della liberazione spirituale.

Questi insegnamenti antichi continuano a influenzare la società e la spiritualità nell’India contemporanea, seppur con variazioni nell’applicazione in base alle diverse tradizioni e credenze spirituali, offrendo una guida preziosa per vivere una vita significativa e realizzata.

Un’applicazione pratica di questi importanti insegnamenti può essere individuata nella pratica del Karma yoga, che consiste nel compiere le azioni della giornata senza aspettarsi nulla in cambio, senza attaccamento ai risultati. Questa pratica può essere molto utile per iniziare un percorso di consapevolezza e altruismo.

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L'induismo
  • Franci, Giorgio Renato (Autore)

Ultimo aggiornamento 2024-04-13 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

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2 risposte

    1. Grazie Agostino per il tuo commento. Mi fa molto piacere che l’’articolo sia stato di tuo interesse e gradimento. Ti auguro una buona giornata ☀️

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